martedì 28 settembre 2010

Come volevasi dimostrare

La condanna a morte di Teresa Lewis ha avuto un effetto domino sulla povera Sakineh, Iraniana, che il mondo s'è mosso per salvare dalla pena di morte per adulterio.
Cogliendo prontamente la palla al balzo, il tribunale che la giudica l'ha ritenuta colpevole di complicità nell'omicidio del marito, motivo per il quale dovrebbe essere (ma speriamo non sia) impiccata. Pressapoco la stessa accusa che ha portato alla morte la donna Americana una settimana fa.
Ed ora, come faranno gli occidentali a dire che il tribunale Iraniano è ingiusto?

lunedì 27 settembre 2010

Schifezze 3- l'erba dei vicino

Ricorderete che qualche tempo fa scrissi di una giovane di Trento alla quale è stata portata via la figlia appena nata (che è stata giudicata adottabile) per il solo motivo che i suoi guadagni mensili ammontavano a soli 500 euro al mese.

Oggi guardiamo cosa succede in un paese come l'Inghilterra, dove non c'è Papa, dove i politici non usano la "famiglia" come un gagliardetto raccattavoti, dove l'aborto, anche per le minorenni, non è una tragedia.
Eppure è anche il paese che conta un record di teen-parents (genitori adolescenti), ragazzini che si trovano incinti a pesare sulle deboli spalle di genitori che spesso sopravvivono col sussidio di disoccupazione (qualche anno fa un ragazzino di 11 anni divenne padre di un bebè concepito con un'amichetta di 13...).
E allora leggiamo questo articolo in cui si illustra un caso limite che però dimostra una volta di più quanto l'azione verso questa donna e la sua bambina sia stata criminale.

venerdì 24 settembre 2010

Schifezze 2- Travi e Pagliuzze

Non credo a ciò che sento. Dopo mesi in cui il governo Iraniano è stato bersagliato da campagne provenienti da tutto il mondo per salvare Sakineh, una donna accusata di adulterio, dalla condanna a morte per lapidazione, sono stati gli Americani -da sempre paladini della "libertà" e supernemici dell'attuale politica Iraniana sui diritti umani- ad eseguire una condanna a morte.
Teresa Lewis, disabile mentale, riconosciuta colpevole di aver organizzato un duplice omicidio è stata giustiziata ieri con un' iniezione letale.
L'ironia è evidente e crudele, non credo che abbia bisogno di commenti.
Qualcuno potrebbe obiettare che l'omicidio non è paragonabile all'adulterio ma dopo aver ricordato che Sakineh è accusata anche di aver organizzato l'omicidio di suo marito (che sia vero o falso non interessa in questa sede), vorrei osservare che la cultura iraniana è molto diversa da quella occidentale e ciò che per noi è senza importanza, per loro è degno di un'esecuzione capitale.
Alla fine comunque, sembra che Sakineh non verrà giustiziata, mentre Teresa Lewis sì.
Per Sakineh, in mano al cattivo orco Iraniano si sono mossi mari e monti, per Teresa Lewis non c'è stato altrettanta partecipazione.
Di tutte le persone coinvolte le crimine per il quale e stata messa a morte, la più debole (una donna) viene presa come capro espiatorio. Che caso.
A dire che è più facile vedere il male negli altri che in noi stessi.

martedì 21 settembre 2010

Quando ti girano un pò le balle


E' già successo due volte nel giro di due settimane.
La tutor della classe in cui lavoro sembra non possa fare a meno di sottolineare che io non conto e non devo contare niente.

Un giorno un ragazzino si è girato e mi stava raccontando del tappetino di finta vacchetta che ha comprato per la sua cameretta. Anche se c'era parecchia confusione e di fatto la lezione non era iniziata, la tutor ha detto al ragazzo di guardare davanti a sè perchè "Titta esiste solo in funzione di Raffaele"(Raffaele è il ragazzino con cui lavoro). Gheeee! Primo errore. Non è colpa mia se io piaccio ai ragazzini e hanno voglia di parlare con me.
Oggi poi hanno diviso la classe in gruppi e gli hanno intimato di progettare un oggetto. Nessuno voleva farlo. Allora per invogliare il gruppo in cui c'era il mio ragazzino ho detto "Dai, facciamo un cadavre esquisit come i surrealisti, ognuno disegna un pezzo" e per invogliarli a lavorare insieme ho iniziato disegnando un particolare. Non l'avessi mai fatto. La tutor è arrivata tuonando che non devo fare io i compiti ai ragazzi e nemmeno ha lasciato che spiegassi cosa stavo facendo. Ha concluso la tiritera con "Perchè con tutto il bene che voglio a Titta (????) NON E' PARTE DELLO STAFF".

Ora, che ne dite, devo essere un tantinello incazzata o no?
Considerando non solo che conosco i ragazzi da un anno in più di lei e pur non avendo un ruolo istituzionale gli sono sempre molto vicino? Considerando che l'estate scorsa la stessa tutor ha detto che come adulto ho comunque un ruolo educativo nella classe? Considerando poi che dopo che me ne sono andata a leggere un libro è arrivata un'altra insegnante e pressapoco ha fatto la stessa cosa che stavo facendo io?

E adesso il domandone finale: anche se è l'ultimo anno che lavoro con questo ragazzo e si è affezionato a me, dovrei andarmene? Ci sto pensando seriamente.

lunedì 13 settembre 2010

The first day of many days


Ebbene, primo giorno di scuola.
La mia classe è stata spostata in un nuovo fiammante edificio appena restaurato (alla faccia di quelli che non studiano in scuole pubbliche che cascano a pezzi), un cambiamento che per ora sembra avvantaggiarmi livello di trasporti (45 minuti per arrivarci invece di un'ora) anche se è molto meno bello per chi prima poteva venire a scuola in ciabatte, tanto ci abitava vicino.

Entriamo, l'aula non è molto grande, non ha finestre ma un soffitto di circa 5 metri (si tratta di un ex capannone industriale) con una finestra che non possiamo neanche vedere. La luce proietta l'ombra di una griglia sul muro, al soffitto è appeso un allarme antincendio con tanto di lampeggiante rosso. I muri sono dipinti di fresco, un bianco ospedaliero inquietante. A metà tra Prison Break e Qualcuno volò sul nido del cuculo...Sì, in effetti la tutor potrebbe essere l'infermiera cattiva del film.

La mia classe è un pò turbolenta e la voce deve essere giunta fin qui. I nuovi insegnanti non sono affatto cordiali, non si fanno dare del tu e a malapena chiedono il nome degli allievi. La preside non ce l'ha nemmeno chiesto. Quando entra un adulto tutti si alzano, io non so cosa devo fare, non sono un'insegnante, ma nemmeno una studente...

I ragazzi paiono un pò sotto choc, forse non sono ancora del tutto coscienti del nuovo inizio o forse hanno capito che in un certo senso la pacchia è finita: rispetto agli scorsi anni sembra evaporata l'aura di maternità in deroga che aleggiava in classe. La tutor l'ha avuta vinta sulla coordinatrice, ora non deve più dimostrare di essere la migliore, non deve più sforzarsi d'interessarsi ai ragazzi, sono suoi. Giovedì scorso la nuova preside s'è a malapena presentata, non ha chiesto il nome a nessuno, insomma cordialità zero.
Pure la nuova prof di disegno è rigidina, ma almeno ha chiesto i nomi (un pò di malavoglia per la verità) e stabilito subito che a lei non si dà del "tu" ma del lei (nessuno ha mai dato del "tu" ad alcun prof).
C'è da dire che al solito nessuno ha dimostrato alcun interesse per il ragazzo sordo: quest'anno i professori saranno completamente separati da lui temo, con la nuova gestione mi pare di aver capito che i disabili ritornano ad essere altra cosa rispetto alla classe...Un bel passo indietro.

Alla fine delle prime due ore direi che la scuola sembra averla vinta ma sono appunto solo le prime due ore, solo il tempo potrà dire se le tecniche di F.,di R., di A. e degli altri funzioneranno ancora o si dimostreranno armi spuntate.

Starò a vedere...

venerdì 10 settembre 2010

Schifezze

Il "caso" non è recentissimo, data il 22 luglio: a Trento una giovane madre a cui è stata sottratta (per non usare altri termini) la figlia appena nata per il solo motivo che guadagnando 500 euro al mese non poteva provvedere ai suoi bisogni. La donna ha intentato causa e (la notizia è di ieri) l'ha persa. Sua figlia sarà data in adozione. A questo siamo giunti in un paese che sbandiera a destra e manca la famiglia e l'irrinunciabilità della maternità. Una poetica fatta di pappe ed omogeneizzati e pannolini cattura pupù e proprio per questo proibita a chi i soldi per permettersi questi lussi non ce li ha.
In un paese come la Svezia o perfino l'Inghilterra, dove le madri minorenni sono una quantità esagerata, non sarebbe mai successa una cosa del genere. In luoghi dove la chiesa cattolica non fa il bello ed il brutto tempo e la famiglia non è mitizzata nè strumentalizzata a fini politici no, in ITALIA sì.

Invece di aiutare questa donna e darle un sostegno, lo stato pensa bene di levarle il figlio e creare un dolore atroce che colpirà lei ed la SUA bambina per il "bene" della bambina stessa.
Come se tutto quello che un genitore deve ai propri figli fossero cibo e prodotti, televisori e telefonini, come se l'amore non contasse (e forse è così, diciamocelo) più un cazzo.
Mi viene in mente "Una modesta proposta" di Johnathan Swift, in cui l'autore con sarcastico humor ipotizzava di mangiarsi i bambini di coloro che erano troppo poveri per allevarli. Il parallelo è forse ardito, ma quanto, considerando la situazione? Solo i ricchi possono avere figli? Che razza di discorso è? E siccome i ricchi fanno sempre meno figli si finirà ad adottare forzatamente quelli dei poveri? Prospettive che richiamano le atmosfere del "Mondo Nuovo" ipotizzato da Huxley.

E in tutto questo dov'è la chiesa che parla tanto di "famiglia"? Dove sono i partiti che si riempiono la bocca di questa parola ad ogni passaggio televisivo di un loro esponente? Dove sono le istituzioni, i ministeri che devono difendere le pari opportunità, le opposizioni che devono dimostrare che si può fare diversamente? Dov'è tutta questa gente?

Questa è una vera violenza consumata al solito su una donna (e su sua figlia) che m'inorridisce e dà la misura di quello che siamo diventati. Bello schifo.

domenica 5 settembre 2010

Song of the day...

Un allegro motivetto cantato dai BEATLES!

sabato 4 settembre 2010

Quel tipo non mi piace

Non tutte le persone che frequentiamo sfagiolano ai nostri cari.
Anni fa ad esempio, mia sorella si accompagnava ad una tipa che faceva l'artista di strada. Lei la trovava fantastica, ma a me istintivamente non piaceva. Gelosia sorellare forse. O forse sesto senso, dato che in seguito questa persona si è veramente comportata da stronza. Capitò anche con un suo fidanzato, che dopo aver conosciuto definii "randagio" facendola alquanto incazzare. Anche quella volta non mi sbagliavo.

La questione però può complicarsi. Persone con le quali ti trovi bene sono ritenute insopportabili da altre che ti sono molto care. Per esempio, il mio fidanzato non regge un ragazzino della classe dove insegno che ho anche invitato a casa e col quale siamo andati al cinema. Capisco anche il motivo per cui a lui non piace (si tratta di un ragazzo abbastanza truzzo, piuttosto indigesto ad un uomo che si è fatto da sè ed ha valori solidi di lavoro etc). Detto questo, trovo che sia una compagnia godibile e certo non cattivo.
Mia sorella detesta diversi miei amici ma con una persona in particolare ha il dente avvelenato, non posso neanche dirle che occasionalmente ci sentiamo, si mette subito a ringhiare.
Alcune mie amiche non si reggono tra loro e quando capita di vederle insieme il disagio è palpabile.
Rendersi conto di queste energie spinge a un sacco di minuetti e sotterfugi per poter incontrare tutti senza privarsi della compagnia di nessuno. Inoltre ti mette un pò in mezzo, ti trovi a giustificare questo e quello, cercando di creare qualche punto di contatto, di far vedere le cose in prospettiva ventilando la possibilità che beh, in fondo lei non ha tutti i torti come tu non hai tutti i torti e...perchè non diventiamo tutti amici?
Alla lunga diventa una fatica, uno stress ed una bella rottura di palle. Così ultimamente ho smesso di provare. A volte si possono verificare situazioni sgradevoli, ma l'unica cosa che posso fare è essere corretta con entrambi.

Quello che m'incuriosisce è come mai due persone anche abbastanza vicine possano avere impressioni ed opinioni cosi contrastanti su un individuo...Perchè parlo comunque di relazioni consolidate, da cui non ti aspetti nulla di particolare, bene o male hai già capito come gira...
Mah, mah...

venerdì 3 settembre 2010

One Dimensional Man

« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico » Herbert Marcuse, "L'uomo a una dimensione"

domenica 15 agosto 2010

sabato 14 agosto 2010

Vincenzo

A volte conosci delle persone e anche se ci condividi degli amici e degli interessi e le intravvedi spesso, non ti ci fermi mai a parlare.
Vincenzo è una di queste persone. Assiste una mia amica che sta sulla sedia a rotelle e nonostante lo incontri abbastanza spesso non ci ho mai parlato veramente. Ma ieri, del tutto casualmente ci siamo trovati a discutere, ed ho fatto delle scoperte.
Come ad esempio che lui ha studiato in seminario ed ha abbandonato un anno prima di diventare prete. Da lì è partita una lunghissima discussione sull'essere umano, poi sulla religione, sulla bibbia, sulla chiesa: ho esposto i miei dubbi, a cui lui ha risposto con le sue idee, molto francamente ma senza pedanteria o vuote frasi ideologiche sentite e risentite durante le lezioni di religione ed al catechismo.
Ed anche se siamo di idee opposte, ascoltarlo non mi ha affatto dato fastidio. Non ho cambiato di una virgola le mie convinzioni e probabilmente lo stesso è per lui, però l'ho ascoltato volentieri argomentare e dare una prospettiva diversa a ciò che vedo.
Non è facile trovare persone così, che discutono senza mai alzare la voce. Anzi, penso che forse era troppo in gamba per finire il seminario.
Mi viene in mente un altro ragazzo col quale m'è capitato di scontrarmi recentemente su questi temi (potremmo parlare di karma...), anche lui laureato in teologia ma capace solo di esprimere la dicotomia ateo=comunista (uhuh, che novità).
La conversazione con Vincenzo mi ha tanto colpita che quando l' ho salutato gli ho detto che dobbiamo riparlarne...e lo penso davvero.

mercoledì 11 agosto 2010

What are the clouds?

Oggi, in un down post ferie, mi è tornata in mente una canzone di Domenico Modugno col testo di Pierpaolo Pasolini. Benchè non abbia proprio una passione sfrenata per nessuno dei due, ho sempre trovato questo brano bellissimo...E' stato utilizzato come sigla di "Uccellacci Uccellini" di Pasolini, se non erro. Ricordo questa scena agghiacciante in cui Totò e Ninetto Davoli, travestiti da marionette vengono buttati in una discarica e mentre la loro storia volge al termine, loro guardano il cielo e parte la canzone. Roba da piangere.

Cosa sono le nuvole

Domenico Modugno

D. Modugno - P.P. Pasolini

Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l'unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così



giovedì 5 agosto 2010

Una C60 / Summer of '10

01) Bruce Springsteen, Wrecking ball. Stampato unicamente come singolo in vinile per sostenere, in occasione del Record Store Day, la causa dei negozi di dischi attanagliati da una crisi che appare irreversibile, il nuovo singolo dal vivo di Springsteen è una full immersion nel sound della E Street degli anni zero (e un tributo al baseball).

02) Nina Nastasia, Cry cry baby. Dietro un nome da fumetto si cela una delle più interessanti folksingers indie americane. La canzone è l'open track dall'ultimo album, Outlaster.

03) The Coral, More than a lover. Passa il tempo. Anche per i Coralli di Liverpool, già al sesto album. Questa è la convincente open-track del recente Butterfly House.

04) Litfiba,Sole Nero. Colpo di coda, per parafrasare il titolo di un loro disco, dei Litfiba. Sono tuoohhrnaahhtiii. E un pò fa piacere, dài.

05) James Carr, The Dark End of The Streets.
Di questa canzone avevo parlato qui, recensendo una
raccolta di racconti di Lethem. E, beh, non ho niente da aggiungere.

06) Kula Shaker, Only Love.
Ah giusto! Sono tornati anche loro. Più pop e meno mistici. Come dicevo, il tempo passa per tutti, neh.

07) Christina Aguillera, Sex for Breakfast.
Bel lentaccio in perfetto stile new rn'b. Video turpe quanto basta. Lo so che vi pace, non provate a negare...

08) Kelis, Acapella.
Qui si balla, e anche di brutto. Pump up the volume, folks!

09) 99posse, Antifa.
Accidenti che tristezza il nuovo singolo dei redivivi novenove. Sembra una parodia dei loro pezzi da combattimento più riusciti. Perchè l'ho messo allora? Non lo so. Nostalgia e affetto, presumo...

10) Gloria Jones, Tainted Love.
Per quelli che credevano che la versione dei Soft Cell fosse l'originale. Per chi pensa invece lo fosse quella del reverendo Manson, non c'è speranza.

11) The Fratellis, Baby Fratelli.
Riscoperta grazie a Lateral, la rassegna stampa "deviata" di Bottura, la mattina su Capital. Belle chitarrozze pop and roll, buon umore a garganella

12) Ozzy Osbourne, Fearless.
Quando gli hanno fatto notare che il suo nuovo album (Scream) ricordasse forse un pò troppo la roba dei Black Sabbath, Ozzy ha risposto serafico: "Beh poteva andare peggio. Pensa se avesse somigliato ai Deep Purple..."

13) Shakira, Waka Waka.
Impensabile una playlist estiva senza il singolone dei mondiali. Altro che Notti Magiche...

14) The Baseballs, Umbrella.
Tedeschi. Fanno rockabilly. Riprendendo i classici moderni. E...uhmm...sì. Questa è proprio quella di Rhianna

15) Shane MacGowan & Friends, I put a spell on you.
Beh, cazzo avete da guardare?!? Al cuor non si comanda...

sabato 31 luglio 2010

!!!

Linko un articolo molto interessante sull'influenza delle lingue sulle culture...QUI

mercoledì 28 luglio 2010

Passaggio di consegne

L'anno scorso all'Hard Rock Calling ad Hyde Park, i Gaslight Anthem hanno invitato sul palco il loro padrino Bruce Springsteen.
Insieme hanno brutalizzato The 59 sound.
E' stato come assistere ad un ideale passaggio di consegne tra chi ha fatto la storia del rocchenroll degli ultimi lustri e chi, con ogni probabilità, la farà.
In comune la provenienza da quel non -luogo che è il New Jersey.

mercoledì 21 luglio 2010

Preoccupazioni

Dunque l'altro giorno vado in Provincia, con la madre del ragazzino che seguo ed il ragazzino stesso.
Bisogna fare la richiesta di rinnovo di assistenza alla comunicazione, ma alla signora manca un modulo ISEE che attesta i redditi e per rifarlo (è scaduto tipo due giorni prima) ha bisogno della presenza della sorella che in questo momento si trova oltreoceano e tornerà a fine agosto.
Il termine della richiesta è venerdì prossimo.
Chiediamo all'assistente sociale cosa possiamo fare. Lei dice che si può solo far firmare un modulo al richiedente in cui dichiara di accettare il contributo minimo per l'assistenza e si impegna a fornire quanto prima il nuovo modulo ISEE.
Dò un'occhiata al contributo minimo: equivale ad un terzo del mio già magro salario.
"Scusi" chiedo "Ma io dovrei lavorare un mese (speriamo uno solo!) per questa cifra?"
"La famiglia può integrare, ma si deve accordare lei".
La madre fa il sorriso di chi non ha capito o fa finta di non capire. Non posso darle torto in fondo, lavora per sè e per il figlio, fa la donna delle pulizie, è extracomunitaria, sta in affitto in un posto che deve essere orrendo in una periferia dove la gente ha le finestre che danno sul cavalcavia della circonvallazione.
L'assistente sociale non batte ciglio.

Questo è il mondo in cui si dibatte la mia categoria, pagata con un contributo Provinciale, il resto al vostro buon cuore. Magari se mendico ai semafori tiro su qualche euro in più.
E se da una parte mi sembra assurdo aspettarsi da questa donna un'integrazione economica (con che faccia gliela chiedo?), dall'altra mi sento rabbiosa perchè ho sempre fatto più, molto più del mio dovere per suo figlio e devo mangiare pure io, potrebbe pensarci da sola.
Ho fatto un conto. La mia retribuzione fino ad adesso ha coperto 25 ore la settimana, questa cifra ne copre 31 al mese.

Ma sentite questa. Pare che tra le nuove regole sulla mia categoria ci sia anche quella che stabilisce che dopo il 26mo anno d'età, a meno che non faccia l'università il sordo non ha più diritto al contributo per avere un'assistente alla comunicazione. Una regola assurda, considerate le difficoltà scolastiche dei sordi e l'arrivo di giovani sordi, alfabetizzati e molto in gamba dall'estero. Conosco un ragazzo dello Sri Lanka di 25 anni, che vorrebbe prendere un diploma, ma come farà senza assistente alla comunicazione? Non se la può certo pagare.
Tenete presente poi che molti di questi giovani hanno già fatto le superiori nel loro paese, ma il diploma non è riconosciuto qui e così sono costretti a rimettersi a studiare per ottenere ciò che già hanno. Ma così non possono farlo. Questo è anticostituzionale e viola il diritto allo studio.

Tutto ciò mentre il Comune inonda le biblioteche pubbliche di fascicoloni a colori sul bilancio sociale dell'assessorato a famiglia, scuola e politiche sociali. Ammassi di fotografie esaltanti e quattro pagine di dati concreti che potevano essere restituiti senza spendere tanto, dato che di questi libretti il 95 percento andrà al macero. Questo per far cassa in vista delle prossime elezioni, convincerci che ci pensano loro alle nostre necessità, ad aiutarci. La crisi c'è solo per noi, la campagna elettorale ne è esente.
Sono preoccupata, preoccupata...



martedì 20 luglio 2010

Citami quello (pro)

-Scegli. Testa o croce?
-Ma lo capisci che non è la moneta a decidere? Che sei tu a decidere?
-Io e la moneta siamo arrivati allo stesso punto.

Vaticano Pedofilo: Tragedia più tempo

Era inevitabile che succedesse...Guardate il video

Citami quello

Hihi, vediamo quanti indovinano...

1) Mi avrebbe offeso di meno se avesse ucciso mia madre.
2) La vita, già di per sé noiosa e ripetitiva, diventa in mancanza di fantasia uno spettacolo mortale.
3) Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età, razze e religioni: è la setta degli insonni, io ne faccio parte da dieci anni. Gli uomini non aderenti alla setta a volte dicono a quelli che ne fanno parte: 'se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tv, studiare o fare qualsiasi altra cosa'. Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni. Il motivo è molto semplice; chi soffre d'insonnia ha un'unica ossessione: addormentarsi.
4) La sfortuna non esiste. È un invenzione dei falliti... e dei poveri.
5) Forse sedermi a questo bancone è la cosa più pericolosa che ho fatto in tutta la mia vita.
6) Quando si è stati amici una volta, lo si è per tutta la vita.

lunedì 19 luglio 2010

Citami questo! / 2

Altro giro. Direi che stavolta i cinefili devono farcela entro l'indizio numero 3.

1) La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c'è scampo: sono nato per essere solo.

2) Adesso devo rimettermi in forma, stare seduto tutto il giorno mi ha fatto diventare flaccido, i muscoli sono spariti da oggi in poi cinquanta flessioni tutte le mattine, cinquanta flessioni niente più tranquillanti niente più cibo cattivo lontano dai nemici del mio corpo d'ora in poi la mia vita sarà riorganizzata tutti i muscoli dovranno essere tesi.

3) - Insomma, qual è il tuo problema?
- Passo la notte in bianco
- E vatti a vedere i film porno
- C'ho provato, ma è lo stesso
- E allora che fai la notte?
- Vado in giro fino al mattino in metropolitana. Allora ho pensato, se è così è meglio che mi faccia pagare.

4) Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre.

5) Ogni volta che riporto la macchina in garage devo ripulire i sedili, sono sempre impiastrati. Certe volte c'è anche del sangue

6)- Ma dove va?
- Me ne vado a casa.
- Perché?
- Non so perché ci sono venuta. A me non piacciono questi film.
- Ah, guardi che io, io non lo sapevo che lei la pensava così per questi film. Io poi non m'intendo di film, se l'avessi saputo...
- E questi sono gli unici film che lei va a vedere?
- Sì, io ci vengo qui, mi pare che, non sono mica male...
- Portarmi in un posto simile significa non avere il minimo rispetto per me.
- ...Ah, allora andiamo in qualche altro posto, ci sono tanti cinema dove andare, io, io non me ne intendo ma posso portarla in un altro posto, dove vuole.
- Siamo troppo diversi.

7) State a sentire stronzi figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza e non ho intenzione di... State a sentire stronzi, figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto troppa pazienza con voi sfruttatori, ladri, drogati, assassini, vigliacchi. Ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di... sei morto!

8) - È lei Matthew? Cerco compagnia.
- Sergente, le giuro che non sto facendo niente, sto, sto soltanto aspettando un amico. Ma perché mi vuole portare dentro?
- Non sono un poliziotto.
- Allora perché m'ha detto che cerca compagnia?
- ...M'ha mandato quella ragazza lì.
- Ah, ma non è che, non è che ha una 38 dentro quegli stivaletti?
- Una 38? No, no no. Sono pulito.
- Ah, allora sei davvero un cowboy?
- Sì.
- Ah, meglio così, molto meglio, si sì. Preferisco. 15 dollari 15 minuti, 25 dollari mezz'ora, va bene?
- Ma va.
- Cowboy, eh? Una volta anch'io avevo un cavallo, a Coney Island. È stato investito da un tram. Senti, prendere o lasciare. Se vuoi fare economia è meglio che non ci vai proprio. Perché se ci vai poi torni qui tutte le sere; ha 13 anni, tu non l'hai mai vista una passera come quella. Ci puoi fare quello che vuoi con quella, puoi venirle addosso, puoi fare davanti, puoi fare di dietro, tutto quello che vuoi insomma. Te lo fa diventare in un modo che te lo senti scoppiare.

9) Solo adesso mi accorgo quanto lei assomigli a tutti gli altri. Fredda e insensibile. Ce n'è tanta di gente così, specialmente le donne. Sono tutte uguali

10) Ah si certo, ah ah... Vaffanculo figlio di puttana, ti ho visto arrivare sai, pezzo di merda, avanti, avanti su, io non mi muovo, non mi muovo dai, prova a muoverti tu, e muoviti... Non ci provare stronzo. Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di', ma con chi credi di parlare tu? Ah si è e, va bene...

giovedì 15 luglio 2010

"Basta che non parliamo del caldo..."


Col cazzo, cara la mia Kathleen Turner! Parliamone! Perchè io di questo caldo ne ho già le tasche piene! Mi fa sbroccare!!!!AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH! Datemi una nuova glaciazioooneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

venerdì 9 luglio 2010

Della praticità


Si dice che gli uomini siano esseri pratici.
Io ho qualche dubbio.
Qualche sera fa siamo rientrati da un viaggio. L'arrivo a casa era previsto verso le 23 ma a causa di un ritardo dell'aereo abbiamo aperto la porta di casa circa un'ora dopo.
Quando arrivi a casa verso mezzanotte e sei in ballo da ore tra metropolitane, aerei, autobus e ancora metrò, quando ti sei portato un valigione in cima alle scale, ed entri in casa e la trovi un forno, cosa fai?
Personalmente apro tutte le finestre, mi metto in bermuda e mi svacco sul divano.
Non avendo cenato mi mangio anche uno yoghurt e guardo un pò di tv per rilassarmi.

Invece, il mio fidanzato inizia una laboriosa attività: disfa la valigia, mette i panni sporchi da lavare, riordina tutti i souvenir, mette nell'armadio gli abiti non usati.
Verso le 00.30 sento che smadonna in camera da letto e lo trovo che armeggia con uno dei cassetti del suo comodino, completamente uscito dalle guide: non mi spiega niente e mi chiede aiuto. Un pò scocciata lo accontento. Ma quando non riesce a reinserire con successo il cassetto, s'incazza il doppio, comincia a svuotarlo. Gli cade una custodia di Swatch ed ha uno dei suoi scattini, sbatte la scatola con rabbia e l'orologio vola di fuori.
Ditemi se questa è praticità: a mezzanotte e mezza, dopo una giornata in viaggio, non trova niente di meglio da fare che smontare i mobili e incazzarsi col loro contenuto. Ovviamente lo mando a quel paese e vado a farmi una doccia.
Una situazione simile si verifica un paio di sere più tardi, quando colti dal panico per un'invasione d'insetti simil zanzare andiamo alla ricerca di un emanatore elettrico d'insetticida, sepolto nei mobiletti di bagno o cucina.
Apro un'anta e sento un TAC. Dopo di che l'anta non si chiude più perfettamente (ma si chiude). Ancora siamo oltre la mezzanotte e ancora il mio fidanzato si arma di cacciavite e cerca di risolvere il problema, chiamandomi in aiuto e incazzandosi perchè non ci riesce. Alla fine si rompe una delle cerniere sulle quali stava operando. Bene. Almeno stavolta non s'incazza eccessivamente, e non sbatte niente per terra.
Più in generale la sua abilità è splendida nel chiamarmi in suo soccorso quando sa benissimo che non gli sarò di alcun aiuto e che magari mi stavo schiantando sul divano dopo una giornataccia. Sembra che più che di una mano abbia bisogno di conforto o di un pubblico davanti al quale perdere le staffe. Ma la cosa peggiore è che si fa prendere dal panico e diventa matto per una stupidata.
Mi ricordo quando abbiamo montato lo stendibiancheria sopra la vasca da bagno: ad un certo punto lui s'è fatto cogliere da uno dei suoi momenti di paranoia e quasi si fa partire un embolo per un problema di montaggio che io, osservando, avevo già risolto nella mia testa. La mia soluzione ha funzionato.
Insomma, saranno pure pratici gli uomini, ma a volte non sembra proprio...

giovedì 8 luglio 2010

Vittorie

Oggi sono andata ad una riunione di lavoro. Ero molto preoccupata, temevo che ci sarebbe stata una battaglia e io che nonostante le apparenze sono una persona molto mite ero in crisi. Detesto la gente che urla e temevo che per tenere la posizione avrei dovuto incazzarmi a morte e farmi venire una colica al fegato.
Invece, diciamo che è andata bene.
Certo, sotto la patina di accogliente perbenismo ho intuito messaggi chiari e perentori sul mio operato, ma dato che son stata sincera e onestamente so che queste persone mentono spudoratamente, me la sono cavata bene direi.
E' arrivata anche una mafiosissima accusa che però sono stata brava a rimbalzare al mittente, senza scaraventare la sedia in testa a qualcuno. Quasi con un sorriso.
Resta comunque un certo malessere: se dal mio lavoro non dipendesse un'altra persona avrei già mandato tutto a puttane. Questo ambiente è terribile, pieno di vipere, di pazzi e psicotici d'ogni fatta pronti a raccontar palle per metterti in pessima luce e crearti problemi.
Roba che mette i brividi, soprattutto considerato che si tratta di un mestiere che ha il nobile scopo di formare gli adulti del futuro. Che bel futuro...

martedì 29 giugno 2010

Song of the day: "Together" The Raconteurs


Continuo a chiedermi perchè Jack White non abbia continuato con questo gruppo...







You and me forever
We belong together
And we'll always endeavor
Throughout any type of weather

You want everything to be just like
The stories that you read but never write
You gotta learn to live and live and learn
You gotta learn to give and wait your turn
Or you'll get burned

You wrote our names down on the sidewalk
The rain came and washed 'em off
So we should write 'em again on wet cement
So maybe people a long time from now will know what we meant

You want every morning to be just like
The stories that you read but never write
You gotta learn to live and live and learn
You gotta learn to give and wait your turn
My only concern

I'm adding something new to the mixture
So there's a different hue to your picture
A different ending to this fairytale
When the sunset into which we sail

You want everything to be just like
The stories that you read but you can't write
You gotta learn to live and live and learn
You gotta learn to give and wait your turn
Or you'll get burned

lunedì 28 giugno 2010

Citami questo!

Ovvero, vi piace citare eh? E allora citami questo! Galleria di riferimenti ad opere artistiche diverse. Bisogna indovinare la fonte. In questo caso entro la citazione numero cinque, che senò lo sanno anche i bambini.

1) Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio, questo è il mio sogno, è il mio incubo: strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere.

2) Ognuno ottiene quello che vuole. Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati me ne assegnarono una. Me la portarono in camera neanche fosse il servizio ai piani

3) Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità a Indianapolis

4) Se un uomo ha abbastanza fegato da combattere con le budella in mano, può bere dalla mia borraccia ogni volta che vuole

5) Era un modo particolare che avevamo qui di vivere con noi stessi: li facevamo a brandelli con una mitragliatrice, poi gli davamo un cerotto.

6) Saigon. Cazzo. Sono ancora soltanto a Saigon

7) Charlie non fa il surf

8) Adoro l'odore del Napalm di mattina... ha il profumo della vittoria

9) L'orrore. L'orrore!

domenica 27 giugno 2010

Tereeeesaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Dato che è un pò che non vi scoccio con il Teatro degli Orrori...Compagna Teresa!

martedì 22 giugno 2010

Tutta la verità


Qualcuno di voi lettori ha figli. Qualcuno dei vostri figli quando avrà 14 anni vi dirà che non ha voglia di studiare. Potreste avere la tentazione di mandarlo ad un CFP. Non fatelo. Prendete in mano la situazione e costringetelo/a ad andare al liceo. Usate la forza se necessario. Non cedete.
Se quello a cui sono costretta ad assistere è quanto capita ovunque (mi auguro di no, ma chi lo sa) i CFP sono parcheggi dove vengono messi ragazzi con problemi grandi e piccoli, chi non ha voglia di studiare e chi non ci arriva, chi ha seri problemi psichiatrici e chi fa finta.
Ma loro, gli allievi, sono i più savi dell'intera struttura. Loro stanno male e reagiscono alla loro età ed all'ambiente. Sono gli adulti quelli che gli creano i problemi maggiori.
Ci sono genitori che non vogliono che il figlio sia certificato, ovvero che gli si riconosca una disabilità, psicologica o fisica e così rimangono senza assistenza e senza progetti personalizzati. Non imparano niente, nessuno gli insegna nulla e come entrano, escono. Anche le capacità che hanno, in nome del quieto vivere, non vengono sviluppate.
In classe succede di tutto, ma nessuno dei professori vede nulla.
Alcuni insegnanti non insegnano quello che dovrebbero e alla fine di ogni trimestre valutano i ragazzi non sulla base dei progressi (come ormai accettato dovunque) ma di una (una!) verifica di fine trimestre. Vale a dire che per passare serve giusto far bene il compito in classe, copiando magari. Per non parlare di alcune materie che praticamente non vengono fatte e poi si dà il 6 politico a tutti.
Lo scorso anno ho assistito ad episodi di razzismo e nessuno (solo un'insegnante) è intervenuto, anche quando ho segnalato l'accaduto. Meno male che i ragazzi alla fine trovano il loro equilibrio, non hanno veramente bisogno degli adulti. E mille altre cose vomitevoli, ci vorrebbe un libro per raccontarle tutte.
Ma la cosa peggiore è l'ipocrisia che tutto ammanta, il far finta che ci sia un'idea dietro. Psicologi, pompose visite di selezionatori del personale, tutte sciocchezze che non preparano nessuno alla vita vera. E allora quando li vedo far casino questi ragazzini mi danno un pò fastidio, ma d'altro canto mi verrebbe voglia di saltare sul banco e urlare insieme a loro, perchè hanno ragione, hanno ragione.

venerdì 18 giugno 2010

La pagliuzza, la trave e...


Leggo con un misto di sorpresa, indignazione e divertimento la notizia che "L'Osservatore Romano" all'indomani della morte di Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura, invece di ricordarlo o semplicemente ignorarlo, si è lanciato in una critica ideologica dello scrittore.
Non ho mai letto nulla di Saramago, ma 'impressione è quella che l'istituzione religiosa non tollera che qualcuno la pensi in modo diverso da lei. Saramago aveva criticato le Crociate -ricorda "L'Osservatore" ma non i gulag: il solito vecchio e patetico ragionamento, io ho sbagliato ma guardate, anche loro lo fanno, a loro non dite nulla? Come i bambini a scuola.
Josè Saramago viene definito antireligioso, e mi chiedo DUNQUE? Non è più concesso essere atei o non credere nella religione? Perchè forse ormai la questione non è più nemmeno credere in Dio o no, quanto piuttosto riconoscere l'autorità religiosa del Vaticano.
E pensando ai recenti accadimenti, il caso pedofilia e solo ieri l'annuncio dell'indagine a carico del Cardinale Sepe viene da ridere. Penso che Saramago non abbia mai fatto niente di ciò di cui vengono accusate queste persone.
Il fatto poi che queste cose vengano dette il giorno dopo la morte dello scrittore dà l'impressione di aver temuto una risposta diretta, che credo lui non avrebbe risparmiato. Insomma, una caduta di stile...In ogni caso penso che ormai queste critiche non lo interessino più di tanto...Per leggere tutto l'articolo de "L'Osservatore", cliccate qui.


sabato 12 giugno 2010

The great wide Tom

Nel suo piccolo (inteso come hype commerciale) anche le uscite del grande (inteso come valore artistico) Tom Petty coi suoi Heartbreakers sono un appuntamento prezioso, quasi epocale, vista la loro rarefazione temporale.
Higway Companion, il disco precedente era del 2006, oggi, dopo una breve licenza nella band dei suoi esordi (i Mudcrutch) Mr. Petty torna con i fidati companeros di tanti lavori, e dà alle stampe Mojo, un'incandescente trip nel blues elettrico.
15 tracce, nessuna sbavatura, nessuna incertezza.
Ascoltare per credere.

sabato 5 giugno 2010

Hank (again)

Rebel within, il nuovo lavoro di Hank Williams III, è finalmente uscito. Ecco la spettacolare title track.


domenica 9 maggio 2010

Procrastinate forever


Ovvero: quanto tempo mi serve per prendere una decisione importante e metterla in atto?
Anni. Quando lavoravo in banca ne avevo già piene le palle dopo un paio d'anni, ma ce ne ho messi altri tre per dire addio. Dal dentista non ci vado finchè non sto veramente da cani, finisco spesso anche i libri che non mi piacciono, nel lavoro mantengo un controllo quasi stoico, cercando di venire incontro a tutti, provando sempre a vedere le cose anche dal loro punto di vista anche se lo so, sono una manica di stronzi.
Non parliamo poi delle relazioni umane: a volte continuo a frequentare (o meglio, a farmi frequentare) da persone per le quali non ho più o non ho mai avuto interesse nel nome di non so neanche io cosa.
Sono una che deve toccare il fondo dell'esasperazione ( e ogni tanto andare oltre) per decidersi a dire veramente BASTA. Mi rendo conto a volte che le mie azioni sono come avvolte da una ragnatela: mi comporto come in quei sogni in cui vorresti gridare ma non ci riesci, in cui vorresti dare un pugno ma la tua mano non ha la forza necessaria o vorresti baciare qualcuno ma quella persona ti sfugge. Solo che accidenti, questa è la vita vera.
E dire che sono alla continua ricerca di una reazione da parte degli altri e addirittura cpn alcune persone non rinuncio mai a provocare per arrivare (magari) a un bel litigio.

A volte il mio inconscio mi viene in soccorso. Un paio d'anni fa stavo costruendo dei pupazzi per una tizia che a pelle non mi convinceva: ero dovuta andare a casa sua in un posto sperduto con mezzi miei (tipo tre ore tra treno e pullman) per portarle il lavoro fatto e avere i soldi. Sorpresa, i soldi non li aveva pronti. Ero abbastanza incazzata ma non dissi niente.
Me ne tornai a casa con la promessa che avrei avuto quanto mi spettava ed ottenuto un altro lavoro, presi il pullman e il treno. Esternamente ero tranquilla, ma dentro la rabbia cominciava a montare, come cemento in una betoniera, vrrrrvrrrr...
Per farla breve, ebbi poi uno scambio di mail con questa persona e scrissi cose che pensavo innocenti, ma furono interpretate per quello che profondamente erano: un'incazzatura epocale. Grazie a quelle mail finì la "collaborazione" e ringrazio al cielo, chissà quanto c'avrei messo se il mio subconscio imbestialito non mi avesse dato una mano.
Il problema è che la mente logica e la buona educazione tendono naturalmente a zittirlo, perchè il subconscio non ragiona, sente e basta. E credo tutti o quasi temiamo in qualche modo l'esplosione di contrasti che potrebbero mutare profondamente una situazione, magari dolorosa ma consolidata. E abbiamo paura delle conseguenze. Altrimenti anche tante cose dell'attuale situazione Nazionale non si spiegano.
E dire che una volta fatto il passo, delle conseguenze ce ne freghiamo e personalmente non ho mai avuto modo di pentirmi delle decisioni prese, quando finalmente ci sono arrivata. Purtroppo, prima si perde un mucchio di tempo.


sabato 1 maggio 2010

Lavoratoooriiiiiiiiiiii.....!!!


Primo Maggio, festa del lavoro. "Lavoro", un tormentone, un gagliardetto, una parola che negli anni recenti in Italia è diventata sempre più vuota e patetica man mano che veniva utilizzata per le campagne elettorali e per istupidire e spaventare le persone. Se vai ad intervistare gli studenti universitari e gli chiedi che sanno del 25 Aprile e della politica italiana, ne troverai tantissimi che ti diranno "A me non interessa, a me interessa il lavoro".
Gli operai ex di sinistra hanno spostato il voto perchè "...c'è bisogno di lavoro" . E così via.
Lavoro, lavoro. Ma quale lavoro? Un part time in un call center? Un contratto a progetto rinnovabile all'infinito tenendo il lavoratore sempre in sospeso senza certezze, senza diritti, senza uno stipendio decente? Oppure uno in nero, senza coperture sanitarie, senza assicurazione e peggio ancora senza la certezza di tornare a casa tutti interi la sera?
Questo è quello che "lavoro" oggi significa sempre più spesso, una parola che si associa a bisogno, necessità, una parola che a furia di dire sempre sì ha ormai più a che fare con il ricatto che con il diritto e la felicità. Non è questo il lavoro degno di essere festeggiato.
Perciò credo che oggi più che chiedere lavoro e basta sia necessario chiedere dignità del lavoro: stipendi adeguati, sicurezza, formazione, garanzie. Ma tocca a noi prima di tutti riconoscere questi valori a quello che facciamo: se non riteniamo che valga la pena di lottare per i nostri diritti significa che il nostro lavoro non conta niente. E' quello che qualcuno vuol farci credere, ma oggi è il giorno giusto per ricordarsi che non è vero, che dobbiamo chiedere per ottenere e che il rispetto non è un favore elargito dall'alto, ma un diritto.
Buon PRIMO MAGGIO!!!



Raro


Il Teatro degli Orrori fa un regalo ai suoi fans: dal sito di XL potete scaricare gratuitamente per un periodo limitato un ep dal titolo "Raro". Il disco contiene 3 versioni live di brani di "A sangue freddo" ("Die Zeit", "Io ti aspetto" e "Majakosky"), versioni inedite di "Compagna Teresa" e "Direzioni diverse" ed una lettura di "Lettera aperta al P. C. I.".
In attesa di vederli in azione (prima o poi ci riuscirò ad assistere ad un loro concerto!) un bel regalo. Bravi e generosi col loro pubblico.

domenica 11 aprile 2010

Un grande passo per l'umanità


Finalmente! Dove non ha potuto la mia insistenza femminile è arrivata la costante perdita di pelo del gatto! Così il mio fidanzo s'è arreso ed abbiamo un'ASPIRAPOLVERE!!!
Le pulizie di casa escono dal medioevo ed entrano nel rinascimento!!

sabato 10 aprile 2010

A magic spell

Shane MacGowan ha registrato il classico I put a spell on you per una causa benefica, recuperare fondi per la gente di Haiti. Si sono uniti al progetto
Nick Cave, Bobby Gillespie dei Primal Scream , the Sex Pistols’ Glen Matlock, The Pretenders’ Chrissie Hynde, Paloma Faith and Eliza Doolittle. Alle chitarre James Walbourne, The Clash’s Mick Jones e Johnny Depp. Cait O’Riordan al basso, e Carwyn Ellis ha suonato l' Hammond e il piano. Alla batteria Rob Walbourne. The fire hydrant was... “played” by Mick Jones.


domenica 14 marzo 2010

Ancora sul VaticanoPedofilo

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_13/pedofilia-santa-sede-termini-prescrizione_cd286e7a-2e8a-11df-81be-00144f02aabe.shtml

RABBIA

Meno male che c'è la stampa estera.
Lo scandalo VaticanoPedofilo non viene adeguatamente preso in considerazione dalla nostra informazione, soprattutto televisiva, ma anche dalla stampa. All'estero, grazie al cielo (è il caso di dirlo) l'omertà su questo caso non c'è.
Quello che nessuno ha il coraggio di dire è che la Chiesa è come qualunque altro congresso umano, e nonostante l'adesivo di Gesù sul paraurti è soggetta alla stessa depravazione che esiste al di fuori di essa. La cosa scioccante è che si professa buona e non difende le vittime ma i carnefici.

domenica 7 marzo 2010

Why should I be good?


Mi ritengo una persona molto corretta. Mi ritengo una persona estremamente corretta. A volte troppo corretta; incapace di colpi bassi, sempre ancorata ad un senso del dovere decisamente marmoreo e irremovibile, perfino un pò fastidioso.
Però non so se faccio bene. Non so se sia giusta tutta questa mia incorruttibile lealtà. Arrivata a 40 anni mi chiedo se tutte quelle cose che non voglio fare e faccio per lealtà, non me le potrei invece risparmiare. Per esempio, andare a votare quando so benissimo che non c'è nessuno che in questo momento mi rappresenti. Perchè dovrei farlo? A quale scopo? Il mio seggio è lontano da casa, devo prendere il metrò e scusate, ma il dovere civico in questo paese, interessa ancora a qualcuno?
Altro esempio: Monty mi ha criticata per il post "Scelte" perchè a suo dire sembrava che volessi umiliare il mio ex collega della banca. Mi sono preoccupata, l'ho riletto e sono giunta alla conclusione che Monty aveva bevuto troppa orzata. Ma perchè mi sono preoccupata di fare la figura della bulla? Chi se ne importa? Perchè devo ossessionarmi, essere a posto, essere sempre nel giusto? Cos'ho che non va? E a questo punto, sono sicura di essere veramente la persona che credo di essere? Non voglio essere come Alex di Arancia Meccanica nè diventare una spietata dark lady che usa la gente, ma anche se affronto qualche conflitto, anche se scorno, anche se sbaglio, anche se la mia cazzo di personalità ha dei lati negativi, che male c'è ad averli (senza comunque crogiolarmici)?
Mi rendo conto di essere mio malgrado vittima del buonismo a senso unico (molto imprinting cristiano) che ci vuole sempre bravi, sempre a disposizione, senza scontentare mai nessuno. Invece noi veniamo continuamente delusi. Beh, credo che sia ora di finirla.

giovedì 25 febbraio 2010

Scelte


Come qualcuno dei miei followers saprà, una volta lavoravo in banca. Quasi quattro anni fa presi la decisione di andarmene e la cosa fece scalpore tra amici, parenti ed (ex) colleghi. C'è gente che ancora adesso non si capacita di come abbia potuto fare una cosa del genere (portandomi dietro altra gente, poi).
Ebbene, questa settimana sono tornata in banca per chiudere il mio vecchio conto da dipendente e aprirne un altro. Dopo circa un'ora di firme, firmette stampe di moduli eccetera, il "consulente privati" si appoggia allo schienale della poltrona e mi chiede "E allora, non le piaceva la banca?".
Mi aspettavo una stretta di mano e via, perciò questa curiosità mi ha un pò sorpresa. Ho pensato che il tipo volesse perdere altri cinque minuti e così mi sono messa a raccontare: sì, non mi piaceva proprio, era una bella scocciatura, insomma ci sono stata cinque anni, guadagno pochissimo ma non mi sono mai pentita, in fondo se volevo i soldi restavo.
A quel punto mi sono accorta che il pover'uomo s'era come afflosciato e i suoi grandi occhi da cucciolone gaudente erano diventati terribilmente malinconici. Evidentemente avevo colpito un punto debole.
Ho cominciato a sentirmi in imbarazzo, che è diventato insostenibile quando gli ho raccontato delle mie attività piuttosto attraenti (teatro) risultando forse eccessivamente vincente, più di quanto non sia in realtà.
Temendo che l'amico potesse mettersi a piangere da un momento all'altro, ho scrutato il suo tavolo alla ricerca d'ispirazione: mi sono trovata a pensare con orrore ad una vita spesa col sedere sopra quella stessa poltrona, circondato per tutta la vita da quegli oggetti, la stampante, il telefono, il computer, sempre quelli, proprio quelli, per sempre. Poi ho scoperto il lavoretto fatto a scuola da suo figlio, ero "salva".
"E poi" mi sono affrettata a dire "E' anche una questione di scelte. Per esempio, io non ho voluto figli..."
A queste parole è parso sollevato, molto sollevato, al punto che mi ha liquidata con una stretta di mano e un sorriso beato. Gli ho dato una scusa per rimanere ancora legato al suo lavoro, che con tutta probabilità detesta. Non so se ho fatto bene.

martedì 23 febbraio 2010

One track wonder

Il termine one hit wonder era stato coniato per quei gruppi meteore che avevano fatto un botto colossale con una sola canzone per poi sparire nel nulla (e rispuntare fuori magari vent'anni dopo sul programma di ripescaggi di Italia Uno).

Non è certo il caso di Johnny Cash, enorme rappresentante della musica root americana. Allora perchè questo titolo?

Perchè, diamine, ho avuto modo di ascoltare il sesto capitolo (postumo) della saga di Rick Rubin, American VI: Ain't no grave, ed è bastata la prima traccia, che è anche la title track, per restare pietrificato di fronte a quanta bellezza può affiorare dalla sofferenza di un vecchio, che negli ultimi giorni di vita a malapena riusciva a respirare ma che ha voluto cantare e registrare letteralmente fino alla fine.

Tanto non c'è fossa che possa trattenere il suo corpo.


venerdì 5 febbraio 2010

La sciarpa

M'è successa una cosa piuttosto antipatica.
Ho affittato il mio appartamento (con regolare contratto) ad una persona che non solo non mi ha pagato l'affitto, ma neppure la cauzione, uno di quei furbacchioni che conoscendo bene (evidentemente) il codice civile sanno come sia effettivamente molto facile (e ce ne siamo accorti) non solo raggirare delle persone, ma rimanere in possesso illecito dei loro averi per un tempo piuttosto lungo.
Non entrerò in eccessivi particolari, col senno di poi siamo tutti detective e quindi tutti possiamo dire "Ah! Lo sapevo!". Però una cosa mi aveva subito incuriosito di questo personaggio, e se avessi seguito quest'intuizione, adesso non sarei in questo pasticcio:
questo tizio faceva il figo col Blackberry in mano, il cappotto di cammello e il vestito gessato (!) ma portava una sciarpa viola di una marca incredibilmente economica. Sono rimasta colpita, perchè penso che se qualcuno ha i soldi, non si compra roba da poco ma punta al cachemire, alle griffe etc. Fa parte dello status symbol e delle cazzate legate al possesso di denaro.

Ora, io sono certa che questo personaggio sarà punito perchè si tratta di un boomerang energetico: questa casa, che tiene illecitamente, sarà la fonte della sua rovina.
Ma voglio anche stigmatizzare che il male che fanno questi truffatori, non è puramente economico: minano con le loro azioni l'autostima delle loro vittime, le fanno sentire stupide, le fanno vergognare di sè. Quante persone anziane truffate da finti controllori di gas e luce si chiudono in casa e non dicono nulla a nessuno per la vergogna?
Per questo mi sento di dire che individui del genere commettono ben più che crimini economici, colpiscono a livello profondo l'orgoglio di una persona e rischiano di danneggiare il suo benessere psicofisico. Anche perchè normalmente prendono di mira gente che non ha mica tanti soldi, sufficientemente ingenue. E non hanno il coraggio di provarci con i veri ricchi. Troppo rischioso.

Sicchè ora pubblico una magia apposita:

Fetentone fetentone,
Guarda qui, bello scherzone
Credi di esser furbo
Credi essere in gamba
Ma sei solo aria nella tua pancia
E non ti preoccupare
Perchè sta per arrivare
L'energia ti darà un pugno
Sul grugno
Che tu ci creda o no Mr...

venerdì 29 gennaio 2010

L'angolo della cultura di One More Cup!


La scorsa settimana sono andata a vedere la mostra di Edward Hopper a Milano.
Hopper è il pittore che meglio ha saputo cogliere l'America: le sue tele non possono essere che Americane, le case, gli ambienti, i suoi personaggi e la malinconia che emanano, tutto ci riporta ai libri che abbiamo letto, alla musica che abbiamo ascoltato, a quel sogno che al di qua dell'oceano ancora ci affascina.

Quando per tanti anni si attende una mostra monografica di un pittore tanto noto, il rischio è di rimanere delusi. Ci si aspetta di vedere tutti i quadri più famosi, quelli di cui abbiamo comprato tante cartoline o che abbiamo sfogliato sui libri di storia dell'arte. Quasi sempre non è così. Magari uno dei pezzi forti della produzione del nostro eroe verrà esposto, finirà sui cartelloni pubblicitari e costituirà il clou dell'esposizione, ma gran parte della mostra sarà costituito da materiale di seconda scelta e di poco valore artistico.

La mostra di Hopper non contiene che due o tre quadri importanti o quanto meno molto conosciuti. Ci sono però moltissimi schizzi, acquarelli, studi. C'è un'installazione in cui viene ricostruito l'interno di uno dei quadri di Hopper ed è possibile entrarci e vedersi in uno schermo, come se noi fossimo nel quadro.
E non è fuffa, è materiale buono ordinato secondo uno schema preciso, non buttato lì alla bell'e meglio.
Dunque diciamo che la mostra di Edward Hopper può deludere fortemente chi, abbagliato da una campagna pubblicitaria un pò ruffiana, si sia illuso di vederci quadri come il celeberrimo "Nighthawks" e chi alle mostre ci va tanto per dire che c'è stato (ahimè, c'è anche questa moda ultimamente, vedi le grandi mostre di Brescia e Mantova degli scorsi anni). Coloro invece che hanno un genuino interesse per il pittore e la pittura e per la genesi di un quadro, saranno solo in parte delusi, e sapranno cogliere il buono di quest'esposizione che -comunque- è stata pubblicizzata in modo furbo.

Nella foto "New York Movie" di Edward Hopper, 1939

Pubblicità occulta



Oggi compro il giornale per leggere gli articoli sulla morte dello scrittore J.D. Salinger. Già che ci sono me lo leggo tutto e arrivo all'ultima pagina. C'è una pubblicità di una celebre catena di
fast food, anzi "la" catena di fast food. Si parla di uno splendido hamburger che "incontra gli ingredienti tipici della nostra tradizione" . Cosa c'è di strano?
C'è che in alto a sinistra nella stessa pagina, nella stessa pubblicità, è stampato bello grosso lo stellone della Repubblica Italiana con la scritta "Con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimetari e Forestali".
Eh? Che cosa vuol dire? Che dovremmo fidarci di questa catena perchè il nostro governo la trova salutare?
Non lo so, qualcuno me lo spieghi perchè io non lo capisco...

martedì 26 gennaio 2010

Talk to me

Una bella intervista al Teatro degli Orrori! Cliccate...QUI!

domenica 24 gennaio 2010

Tromboni d'Italia


Per la serie: quando esce il fan integralista e assetato di sangue che è nascosto (male) in te. Sul rinnovato magazine del Corsera (che ohiboh, quale innovazione, è tornato a chiamarsi Sette!), MarioLuzzatoFegiz (scritto così, tuttoattaccato), nel suo piccolo box/corsivo, dice la sua sul Teatro degli Orrori. Già dal titolo dell'articolo ("Ai giovani piace il rock invettivo"), mi chiedo chi gliel'abbia fatto fare.

Non la capisce proprio MLF la band di Capovilla.

Non si capacita di come il disco sia primo alla trasmissione di radiodue Mobydick ("incredibile"), definisce la loro musica "fra rock duro e pretese di cantautoriali"; sostiene che "lascia perplessi la veemenza della loro musica (stile centro sociale duro e puro)"; afferma che i missaggi sono "impastati, disordinati e sciatti" e che "la propensione all'invettiva lascia perplessi". Conclude con un ispirato "l'ascolto completo risulta pesante, ma hanno un seguito".

De gustibus, neh, guai la madonna. Però infastidisce questo atteggiamento altezzoso di uno che le ha viste tutte e che è lì che scuote la testa in segno di disapprovazione mentre batte pigramente le dita sulla tastiera del computer per scrivere il pezzo.

Ci sarebbero da dirgli tante cose, sui TDO, a MLF, che abbracciano altri generi oltre all rock pesante, che sono poetici, che i loro testi sono ricercati, che emozionano, che fanno pensare, che risvegliano le coscienze, che centrano più con Gaber che con il Leonka, che...

Vabbeh, mica posso stare qui tutto il giorno a spiegare a MarioLuzzatoFegiz il senso dei TDO. Se lo faccia insegnare da Vincenzo Mollica.

Ups.

sabato 16 gennaio 2010

The banjo of Gods

Questo deve per forza essere il concerto più improbabile tra quelli organizzabili in Italia. A marzo calano per due date i buzzurrissimi signori del blugrass metal, gli Hayseed Dixie!!! Se il nome vi ricorda qualcosa è perchè è così che si pronuncia la ragione sociale del gruppo di Angus Young, al quale gli americani hanno dedicato un intero album di tributo.
Pur essendosi specializzati in cover, hanno anche pubblicato inediti ,ovviamente in stile blugrass, come il recente No covers (2009).
Di imminente uscita Killer grass.
Saranno a Torino (Spazio 211) e a Milano (Magnolia), rispettivamente il 30 e il 31 marzo.
Qui sotto la loro cover di Ace of spades dei Motorhead, così tanto per gradire...



venerdì 1 gennaio 2010

Canzone di Capodanno!


"Fallo!" di Zu insieme con Il Teatro degli Orrori! Perchè nel 2010 troviamo il coraggio di fare ciò che sognamo! AUGURI!
FALLO!
fammi vedere
che cosa sai fare
e che non fingi
quando ne parli
come quei cialtroni
che dicono sempre
che lo vogliono fare
e poi non lo fanno MAI!
FALLO!
FALLO!
FALLO!
avrei voluto tanto farti
vedere come si fa
ma tu eri sempre cieco,
eri sordo
eri muto
eri ubriaco
uno che quando lo farà
sarà sempre troppo tardi
ma che dico
sarà forse troppo presto
FALLO!
FALLO!
a Dio ciò ch'è di Dio
a Cesare ciò ch'è di Cesare
eccoti qui
quando più lontano
eccoti altrove
quando più vicino
eccoti giusto
quando più sbagliavi
FALLO!
eccoti morto
quando più vivevi
eccola qua
la persona che sei
e non venir mai più a parlarmi di Dio
le credenze popolari essendo
nient'altro che uno fra i tanti
onirici frutti
della nostra sciocca immaginazione
FALLO! ad infinitum
se non sai cosa fare
FALLO!
e adesso che sai cosa devi fare
FALLO!
e che giustizia sia
avendo io fondato la mia causa
su di un bel niente
non mi accontenterò della libertà
a morsi e bocconi
sarò ragionevole!
con le buone o con le cattive
FALLO!
io mi prendo tutto ciò che respiro
e poi me lo vendo
più bello che mai
e finalmente deforme
ché io lo faccio come
quando
e con chi mi pare
caro il mio avvocato
pare che si dica
che non me la sia sentita
di precipitare
dentro alla storia degli eventi
che intercorrono fra il dire ed il fare
fra il dire e il fare
FALLO!
fra il dire e il fare
c'è di mezzo il mare
ma del mare
meglio non dire

mercoledì 30 dicembre 2009

Monemonemoney!!!


Oggi sono stata in banca per chiudere il mio conto da dipendente ed aprirne un altro. Nel tentativo di farmi avere dei vantaggi, il mio fidanzato (impiegato nella stessa banca) ha chiesto se esisteva qualche facilitazione per i parenti dei dipendenti. Cerca cerca, dopo 10 minuti salta fuori che un conto del genere c'è, diretto a mamme, figli, nonne, zie e sorpresasorpresa conviventi. Essì! I PAX esistono già in banca, come la società multietnica tollerante ed egualitaria. All'insegna del motto di Vespasiano "Pecunia non olet"!!!
Viva.

sabato 26 dicembre 2009

Gruppo dell'anno!!!

Secondo il mio incompleto e personalissimo giudizio. Di solito non faccio questo genere di classifica, non mi capita mai, ma in questo scorcio finale del 2009 non riesco a trattenermi e devo fare ancora una volta, a costo di farmi mandare a quel paese da co-blogger e lettori, questo nome: Teatro degli Orrori!!!!!
Non ho mai seguito la musica italiana, detesto il mainstream melodico e trovo l'espressione rock affibiata ad un tipo come Vasco Rossi piuttosto risibile. Non mi sarei mai sognata di trovare un gruppo nostrano così aderente ai miei gusti ed ai miei desideri.
Il Teatro degli Orrori fa musica devastante, al calor bianco, urlata, che in un istante si trasforma in un sussurro. Non si tratta di semplice baccano, lo scopo non è assordare l'altrui orecchio. La potenza del suono è domata in canzoni che non seguono lo schema classico e sembrano seguire i testi esasperandoli: possono iniziare con una botta d'energia spaventosa e concludersi con una preghiera disperata ad un amante. Colpiscono, disorientano, commuovono. E colpiscono di nuovo.
La cosa che mi piace forse più di tutto sono proprio le liriche, perchè sono sincere, taglienti, perchè si sente che PierPaolo Capovilla dice la verità, su sè stesso e su quello che lo circonda. La frustrazione e la rabbia, la sensazione di disagio, i sentimenti ai quali non riesco a dare un nome, lui è riuscito a trovare le parole per esprimerli. Così bene che non riesco ad ascoltare altro, che non riesco a togliermi dalla testa certe frasi che mi ripeto in continuazione, anche mentre dormo, a volte. E' proprio questo modo di scrivere ad avermi conquistata. Perchè le cose si possono dire in un sacco di modi, ma quello del Teatro degli Orrori è il più forte, limpido, poetico senza essere "studiato" ed inutilmente intellettuale, spontaneo senza diventare insulto gratuito.
Ecco ragazzi, è per questo che sono il MIO gruppo dell'anno!

venerdì 18 dicembre 2009

Persepolis-Il film


Per la serie "Sempre i primi ad arrivare ultimi", qualche sera fa a casa di Ciccio ci siamo guardati il film a cartoni animati tratto dal fumetto di Marjane Satrapi, disegnatrice iraniana ormai conosciuta in tutto il mondo grazie a quest'opera autobiografica. Attraverso le proprie vicende personali ella racconta non solo la propria giovinezza ma anche la storia dell'Iran dalla deposizione dello scià negli anni 80. Nata in una famiglia borghese, abituata ad un ambiente colto, Marjane s'interessò fin da bambina alla politica, seguendo i racconti dello zio (prima pigioniero politico sotto il regime dello scià e successivamente ucciso dai rivoluzionari) e formandosi idee autonome senza farsi influenzare dall'indottrinamento operato nelle scuole.
Tanta libertà d'opinione rischiava però di farle correre guai seri coi guardiani della rivoluzione ed i genitori furono costretti a farla espatriare con la scusa dello studio. Una prima volta a Vienna e poi a Parigi, in pianta stabile. La storia di Marjane Satrapi è veramente sorprendente e dolorosa, sia per le vicende interne del suo paese, sia per le scelte e le avventure non sempre piacevoli che le sono toccate, non ultima la depressione, i sensi di colpa, il distacco dagli affetti familiari.
Il disegno animato è un mezzo che contribuisce ad alleggerire il peso di avvenimenti tanto drammatici e mentre guardavo il film mi sono detta che un lungometraggio con attori sarebbe probabilmente stato insostenibile, oltrechè difficilissimo da far funzionare a dovere. E pure le vicende politiche iraniane, che mi sono sempre parse abbastanza oscure, vengono illustrate con chiarezza.
La cultura orientale della disegnatrice è ben presente nello stile dei disegni e il bianco e nero la fa da padrone, aggiungendo fascino, poesia ed efficacia alle immagini.
Rimane una sensazione di rabbia e di amarezza, in questo racconto che non ha un lieto fine, ma che si chiude come un capitolo di un libro, non definitivamente, allundendo ad una lotta politica ancora aperta e ad una vita appena cominciata. Se siete donne percepirete ancora più forte questa sensazione.

giovedì 10 dicembre 2009

Mani Strapulite!


La scorsa settimana ero sul tram e ad una fermata ho assistito alla seguente scena: sul marciapiede vedo un gruppo di controllori ATM (non girano mai in meno 4) che circondano insieme a due poliziotti un ragazzo (straniero) evidentemente trovato senza biglietto. Posso immaginare che l'uomo non abbia voluto o potuto pagare la multa, e/o si sia rifiutato di mostrare il proprio documento d'identità.
Già il fatto che una pattuglia della polizia venga scomodata per una multa dai tipi dell'ATM mi pare discutibile.
La cosa che però mi ha veramente schifata è stato il gesto dei controllori: appena il ragazzo è stato preso in consegna dai poliziotti, uno di loro ha tirato fuori una bottiglietta di gel antisettico così di moda e ne ha offerto ai colleghi. Un gesto così simbolico, il lavarsi le mani, che fa venire in mente il vangelo, ma dà anche un'idea del ribrezzo di costoro, di tutti noi verso gli altri chiunque essi siano, della paura di un contagio, di un contatto con l'estraneo, che ci può infettare...Ci stiamo chiudendo in una bolla antisettica, sicura e inattaccabile ma completamente scollata dalla realtà. Siamo sempre più soli, terrorizzati da quello che ci può succedere (ma cosa poi, può succederci?) se concediamo anche solo una stretta di mano al prossimo. Non sono cazzate, succede, succede attorno a noi, a noi, che c'illudiamo di distruggere i batteri (i quali saranno lì quando la razza umana si sarà da lungo tempo estinta) e di vivere in un mondo dal candore abbacinante e perfettamente sterilizzato da rapporti indesiderati e germi indesiderati. E anche se sono una grande fan del sapone non posso fare a meno di pensare: che tristezza.
Nella foto...Howard Hughes. E chi ha capito...