sabato 16 aprile 2011

Buona Giornata!


Così, perchè non perdo il vizio, perchè sono arrabbiata col mondo ed in particolare con questo paese patetico, perchè ho bisogno di sapere che c'è ancora qualcuno che prende una parte estrema e decisa senza mediare sempre come Don Abbondio, perchè mi piace e basta, pubblico una bella foto del Pierpaolo Capovilla...

venerdì 15 aprile 2011

Rokko e Tico



Ebbene, Rokko ha una nemesi. Non solo nella stessa sua azienda, ma addirittura nello stesso piccolo reparto. Entrami suonano, lui la batteria, l'altro il basso. Lui suona per l'aspetto glamour del rocchenroll,quindi look curatissimo tipo hair metal anni ottanta, l'altro per quello pecuniario, quindi attitudine cool ed esibizioni in cover band di famosi artisti italiani in locali medio grandi con pienoni garantiti e ottimi cachet.


La sua nemesi si chiama Tico.

Da sempre i due si provocano, anche se quasi mai direttamente ma più di sponda, utilizzando i colleghi per far arrivare all'avversario i propri velenosissimi commenti.

Il problema per Rokko è che Tico ha sgamato da sempre le sue balle, ridendone di gusto quando ne veniva messo al corrente da terzi fin dalla notte dei tempi.


L'altro giorno mi è capitato di pranzare in mensa con Tico e dopo qualche convenevole, la discussione si è inevitabilmente spostata su Rokko.


Tico:- Oh! Ma la sai l'ultima?

Io, intuendo al volo si parlasse dell'altro: - No, dimmi...

Tico:- Sai che qualche giorno fa a Milano ha suonato Rogers Waters, no?

Io: - Aha

Tico: - Beh, in quei giorni andava dicendo in giro che lui c'ha suonato insieme

Io: - A chi, a Waters?

Tico:- Si, cazzo! Ti rendi conto?!?

Io: - E' incredibile, non ha perso ancora il vizio eh?

Tico:- Massì guarda, è indecente, ormai la gente lo compatisce proprio

Io: - Eh, già. Guarda, un pò mi spiace...

Tico: - Che poi io dico, inventati che hai suonato con qualcuno di famoso, no? Chi minchia è sto Roger Waters?!?



to be continued?

domenica 10 aprile 2011

Ordinary

Conosco persone illuminate da un perenne, stupendo stato di grazia. Potrebbero fare qualunque cosa in qualunque campo della vita e raggiungerebbero sempre risultati d'eccellenza. Ad altre viceversa le cose che provano vengono fuori sempre un pò così, ma sono comunque encomiabili perchè non si rassegnano e continuano a provarci.

Ecco, io sono del mezzo. Decisamente sbilanciato verso i secondi.

giovedì 31 marzo 2011

Lady Letizia

Mentre il presidente del consiglio furoreggia come stella della stand up comedy e alla camera si riscrive il galateo parlamentare, un pò più a nord, nel nostro piccolo ci divertiamo. Perchè si appropinquano le elezioni amministrative e la campagna elettorale è partita.

Il candidato sfidante ha iniziato un pò prima e sta facendo una campagna garbata ma convincente. L'unico problema è che non fa ridere.

Invece la sindaco uscente si sta impegnando a fondo per portarci al voto col sorriso sulle labbra: suoi infatti sono gli improbabili cartelloni che germogliano sui muri della città. Li vedo viaggiando sui mezzi pubblici e rimango allibita.
Prima di tutto dall'idea (o potremmo dire dalla "non idea") che i prodi pubblicitari al servizio di Letizia hanno utilizzato, cioè la vecchia storia del presidente operaio, presidente imprenditore etc. di berlusconiana memoria.
E così ecco la nostra eroa uscire in tajeur dai suoi palazzi, vestirsi da spazzina e sorriderci con le sue unghie smaltate color sangue e prometterci che la città sarà più pulita grazie a lei. Oppure, abbracciare due simpatici vecchietti (non tanto più anziani di lei in effetti) e farcu sapere quanto buona è stata con loro attivando fiorfior di servizi sociali. E ancora, indicare un punto a caso verso un ipotetico futuro e assicurarci che con lei la città sarà più verde (tenete presente che già da un pò va in giro a dire che Milano è una delle città più verdi d'Europa, mostrando tanto di grafici, che però, ormai si sa, includono anche gli spartitraffico e i vasi di gerani sui balconi).

Non so se ridere o essere indignata, ma credo, al di là del mio giudizio sul'operato di questa candidata, che sia una campagna elettorale veramente triste.
Non che gli sfidanti e gli alleati siano tanto meglio (valga per tutti quello che dondola da un palo che tiene l'insegna del metrò con la M capovolta a mò di W -viva-), ma qui, insomma, siamo di fronte a una persona che ha un sacco, ma proprio un sacco di soldi e poteva fare meglio.
A volte poi ti rendi conto che alcune foto sono photoshoppate e lei non è veramente lì coi bambini attraverso i quali prova a rassicurarci che le famiglie sono al centro dei suoi pensieri. Allora beh, che devi dire?

Una faciloneria del genere può essere dettata sia da un'esagerata fiducia in sè stessa sia da una clamorosa mancanza d'idee. Se dobbiamo giudicare dalla pubblicità, qualora le elezioni la rivedessero vincitrice...sappiamo cosa aspettarci

Come hell or high water


Quanto sono importanti i micromomenti della giornata?

Il mio preferito è alla mattina, dopo cappuccio e cornetto al solito bar, quando salgo in macchina per raggiungere il lavoro e mi fumo una marlboro godendomi musica rumorosa a volume molesto.

L'ultimo momento di quiete prima che si scateni l'inferno.

lunedì 7 marzo 2011

Le parole per non dirlo

Sto per toccare un argomento molto delicato. Anche se mi vanto di essere piuttosto cinica non è mia intenzione risultare offensiva nei confronti di nessuno, semmai il contrario, ristabilire un certo rispetto per temi dolorosissimi.

E allora parliamo di giovani scomparse ed uccise, di Sarah Scazzi e di Yara Gambirasio e di quelle troppe creature che scompaiono da vive e riappaiono purtroppo da morte. La loro fine è mostruosa, e tutti (almeno per qualche giorno) sono sotto shock. Poi, inevitabilmente, all'orrore fa seguito la commozione, e qui iniziano i guai.
La nostra struttura emotiva, ormai completamente succube dei desideri e dei ritmi televisivi, non regge alla consapevolezza del delitto, alla presa di coscienza di ciò che si è consumato in un ambiente apparentemente pacifico.
La paura di sapere quanto orribile sia la realtà, la paura che una cosa del genere possa accadere anche a chi ci è caro, ci spingono verso una consolazione patetica e per me ormai insopportabile.
I pupazzi di peluche, i bigliettini con frasi che tentano il poetico, l'immancabile ritornello che vuole che la giovanissima vittima "Sia diventata un angelo e sia volata in cielo" mi danno il voltastomaco.
Tutte queste parole zuccherose e questi gesti di auto consolazione mutuati dalla cristianità mi danno l'impressione di una fuga: una fuga da quel dolore terribile che deve colpirci in modo che non scordiamo e che possiamo essere vigili in futuro; una fuga dal senso di colpa perchè forse in molti nei due piccoli paesi colpiti da queste tragedie sapevano, avrebbero potuto intuire il pericolo che si celava nel pacifico quotidiano; una fuga pura e semplice dalla realtà.

Il cielo si riempie di angeli e la terra di anime pie che scrivono bigliettini commoventi con cui si lavano la coscienza e tentano di dimenticare (di dare un contributo all'evento!), così che al prossimo delitto si possa rimanere ancora come sorpresi: "Chi se lo sarebbe immaginato".

Questo m'inorridisce. Non voglio dimenticare come mi sono sentita, voglio ricordare quei momenti terribili in cui ho appreso del ritrovamento dei due corpi, di Sara e Yara, voglio sentirmi male perchè credo che solo attraverso questa nausea possiamo difenderci dal processo di desensibilizzazione che ci sta facendo passare qualunque cosa come una fonte di spettacolo.
Voglio che la si smetta di girarci intorno nelle trasmissioni del pomeriggio tirando in ballo Facebook, psicologi catodici, soubrette da quattro soldi. Voglio rispetto. E voglio silenzio.

domenica 27 febbraio 2011

EEEEEEEEEEEEHHHH??!?!?!

A parte tuonare contro i suoi nemici immaginari, gay e comunisti, il nostro ministro primo se la prende con la scuola pubblica che -dice lui- non educa.
Mmm...Ammettiamo che sia vero, non è lui a capo del paese? Non è sua e dei suoi ministri la riforma della scuola che sta imperversando in questi anni? Non è un pelino contraddittoria questa cosa? Non so, ditemi voi...

domenica 20 febbraio 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

Finesse...


Qualche anno fa, quando Tiziiana Maiolo era Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, una ragazza rimase uccisa in un cassonetto per i vestiti usati della Caritas, nel tentativo (era inverno) di recuperarne qualcuno. Il commento dell'Assessore fu qualcosa del tipo "Stava rubando".

Ieri, all'indomani della tragedia del campo Rom di Roma in cui sono morti bruciati 4 bambini, la signora di cui sopra ha nuovamente sfoderato la sua indubbia classe e si è prodotta nel commento riportato in quest'articolo di REPUBBLICA.

Che dire. Sono abbastanza sconcertata, non solo per la gratuità di questi insulti (perchè tali sono) nei confronti di un'intera popolazione, ma perchè fatta da una donna e soprattutto da una donna che in passato aveva come compito di occuparsi anche delle situazioni di disagio di queste persone. Un pò come Erode al Ministero della Pubblica Istruzione.
Mi risulta che nella nostra Costituzione sia sancita l'uguaglianza delle persone a prescindere dal colore, razza, religione, genere, provenienza. Non so, sbaglio?

Noi non ce ne ricordiamo, ma durante il Nazismo gli ebrei erano diventati colpevoli di tutto. Tutti li odiavano, tutti gli davano la colpa di qualcosa. Totalmente folle. Non vi sembra che anche quest'odio sempiterno per i Rom sia un tantino irrazionale? I buoni e i cattivi ci sono dappertutto, ci mancherebbe, ma non credo in una cattiveria genetica. Personalmente sto cercando di conoscerli e comprenderli, almeno un pò, e capire le ragioni che li rendono tanto impopolari, il motivo per cui non sento immediata simpatia per loro. CI PROVO, perchè nel cuore (scusate la mielosa retorica) so che non è giusto (perchè non è giusto) odiare aprioristicamente un gruppo, una popolazione, per il solo motivo che sono una popolazione, appunto.

Ma forse anche un genuino odio da parte di questa persona sarebbe per lei un complimento.
La Maiolo è ora membro di Futuro e Libertà e probabilmente si sente in campagna elettorale: mancando di progetti ed idee da proporre sembra aver trovato rifugio "ideologico" in un argomento che è trasversale a tutti i partiti, l'odio per i Rom.

Al di là di tutto questo un'intervento del genere è di pessimo gusto. Un pò come se venisse qualcuno al funerale di vostra nonna e oltre a sputare sulla tomba vi dicesse "Se l'è meritato, e te lo meriteresti pure tu!"
Quando si è bene educati, si è bene educati.


mercoledì 2 febbraio 2011

The kids aren't alright 2

Saltano fuori i bonifici che Berlusconi inviava alla madre di Noemi...Lo sapevamo ma la cosa fa sempre impressione... con che faccia possiamo ora andare a dire ai paesi come la Thailandia o Cuba che la prostituzione minorile è male?
Una vera vergogna.

venerdì 28 gennaio 2011

The kids aren't alright

Lo scandalo sulle notti di Arcore e la partecipazione di prostitute minorenni ai presunti festini mi sta dando da pensare.
Ovviamente tutta la faccenda è disgustosa, ma se si supera la fase "emotiva" (chiamiamola così), emergono altre considerazioni.

Penso a queste giovani che si prostituiscono e dico la prostituzione a volte è perfino una scelta, contente loro...Ma queste donne non si accontentano dei soldi, per tanti che siano. E nemmeno di fare le veline o le presentatrici...No, vogliono un posto a Roma, vogliono fare i ministri, avere delle cariche pubbliche. E' un pò come se un cieco pretendesse di guidare una Ferrari in gara...Con le conseguenze che si possono immaginare.
Questo sistema -sta qui lo scandalo- glielo lascia desiderare e se sono abbastanza "meritevoli" trasforma in realtà quello che da un'altra parte sarebbe considerato un delirio d'onnipotenza di qualche fighetta fuori di testa. Ma peggio ancora, l'opinione pubblica finisce col ritenere normale questo genere di avvenimento, avere un'igenista dentale come consigliere regionale o una modella di calendari come ministro delle pari opportunità.

Da qui genera poi la perversione che trasforma alcuni disgraziati genitori in ruffiani che vendono al "sultano" la loro prole. Ci s'indigna giustamente per la prostituzione minorile nei paesi del terzo mondo, ma quando avviene qui, nei confini Italiani non c'è indignazione, anzi, alcuni plaudono a tanta furbizia. Vien da pensare che sia solo una questione di prezzo, non val la pena di vendere una figlia per qualche dollaro come avviene in Thailandia, a Cuba, in Messico, bisogna chiedere ben altro: posti statali, ingaggi televisivi, buste contenenti migliaia di euri.

E che tipo di valori possono avere ragazze con genitori così? Quale può essere la loro idea di carriera? Di quale relazione affettiva o d'amicizia possono essere capaci?
In un'intercettazione Nicole Minetti dice che Berlusconi gli ha rovinato la vita...beh, non solo la sua, con la sua logica di scambio l'ha rovinata ad un sacco di ragazze e ragazzi, un sacco davvero.

mercoledì 26 gennaio 2011

Pit Stop

Dopo quattro mesi di frenetica attività e vari casini, le acque si stanno quietando. No, anzi, tutto si sta fermando.
Il libro d'Italiano per Stranieri per il quale sto disegnando dall'agosto scorso è fermo, mi è stato detto che la casa editrice a cui l'autrice l'aveva proposto l'ha rifiutato. Lei però non me lo ha ancora comunicato ufficialmente. Nel dubbio ho rallentato i ritmi di produzione fino al coma.
Il mio ragazzino inizia a febbraio uno stage di due mesi. Questo dovrebbe allentare l'attività a scuola e favorire i miei studi universitari.
Dovevo iniziare un lavoro sempre con persone sorde a febbraio ma per un malaugurato inghippo burocratico unito alla mia buona educazione (qualcuno ha detto che la buona educazione uccide. E' vero) temo che sfumerà a favore di un mio collega.
L'attività dell'associazione culturale alla quale ho aderito non è ancora partita e con tutti gli impegni delle donne che ne fanno parte chissà quando inizierà a macinare.
Anche altri gruppi di lavoro sempre nell'ambito della sordità sembrano caduti in letargo.
Restano il teatro e l'università.
Questa pausa ci vuole e anche se sarei tentata da nuove offerte di lavoro non ho il coraggio di accettarle e fare cambiamenti, mettermi in nuove situazioni ed affrontare un mare di nuovi problemi. Non adesso, davvero. Ho bisogno di un restart.
Spero solo che la furia lavorativa dei mesi scorsi porti frutti, anche economici visto che l'ultimo stipendio risale a novembre 2010...



Un Americano a Milano


Sabato scorso eravamo al bar del nostro amico Mario. Lui è un fan esagerato di Elvis, canta e durante i tanti anni di attività ha incontrato un pò tutti i pezzi grossi della scena Italiana degli anni 60/70/80.
Il suo bar è un inno alla musica ed ai suoi amici. E sabato scorso appunto, è venuto a trovarlo un suo amico. Dopo qualche telefonata dalla porta è entrato un rockabilly. Ciuffettone laccato, jeans con la riga, stivaletti da cowboy, non mancava proprio niente.
Si è seduto al nostro tavolo e ha cominciato a chiacchierare con Mario, dopo dieci anni che non si vedevano avevano un sacco di cose da dirsi: il nostro ospite (che possiede una vera Cadillac verde con le pinne!) era appena tornato dagli USA dove si era fermato per diverso tempo, yeah. Purtroppo, a causa di un artbrek ha deciso di tornare in patria, al suo lavoro al policlinico(!).

Ero affascinata: l'intercalare in Americano ("Daniela, dammi uno scoc, please, un Gionni Uolckr. Sì, il litro di vino bianco lo finisco dopo") gli scattini della testa, lo sguardo obliquo e piacione, la camicia aperta sui peli del petto e gli occhiali Rayban, mancavano solo il piatto di spaghetti e la bottiglia di vino di Alberto Sordi, avrei potuto urlare.

Mario ha attaccato a parlare di un ragazzo che ha istruito per diventare sosia di Elvis e che ora lo fa di lavoro. L'ospite si sporge verso di me e dice complice: "Io non amo imitare altra gente...". Ho risposto diplomaticamente mentre pensavo che forse Elvis non lo imita ma sicuramente qualche citazione la fa...
Poi, per mostrarci che la sua ugola è ancora in tiro nonostante l'attuale inattività musicale ("Noffing et de moment!" ha risposto alla domanda di Mario sui suoi attuali progetti discografici) ha preso la chitarra appesa al muro e ci ha cantato un paio di canzoni rock n'roll, niente male, devo dire. Sembrava di essere sotto il palco di un concerto: mi aspettavo che zompasse sul tavolo, ma si è contenuto.
Poi, improvvisamente s'è interrotto a metà di una canzone, è scattato in piedi ed è andato a fumare in maniche di camicia! fuori. Solo per questo gesto di sprezzo verso le temperature artiche si sarebbe meritato il titolo di "Simpatico Sbruffone 2011".

A questo punto il fidanzato m'ha richiamato all'ordine: c'era da fare la spesa...Peccato, non sono incontri che si fanno tutti i giorni questi!

mercoledì 19 gennaio 2011

He did it his way

Siamo forse agli sgoccioli dell'era di Mr B: travolto nuovamente e più sonoramente dall'inchiesta sulle notti alla villa di Arcore, da cui emergono particolari raccapriccianti e talora ridicoli.
I giornali ne sono pieni, le tv ce li elargiscono a piene mani. L'immagine di un uomo di Stato, anzi di uno stato che prima aveva la S maiuscola e sotto la sua guida s'è trasformato in una barzelletta per tutto il mondo, si sta sgretolando, per rivelare qualcosa di peggio di quello che ci eravamo immaginati.
Dentro quel rigido vestito che costa milioni, quelle scarpette col rialzo, sotto quei capelli trapiantati e lo spesso cerone c'è un uomo anziano, terrorizzato dalla vecchiaia, sfruttato e imbrogliato dai suoi "amici", all'inseguimento di una bella gioventù che è disposto a pagare, pur di illudersi di esserne all'altezza e che -lo sa bene- se non fosse così ricco e potente lo prenderebbe a calci in culo.

In fondo era quello che voleva, lo sapeva perfettamente mentre recuperava i suoi adepti qua e là a suon di milioni, sapeva che gli erano fedeli e che lo avrebbero servito finchè fosse stato in grado di foraggiarli.

Fa senso. Ma più ancora fa senso l'idea che con quest'impero moderno verrà a sgretolarsi una parte consistente della realtà costruita da Mr. B che non si limita alle televisioni, ma comprende scuole private, supermercati, banche e un mucchio di altre cose che hanno dato forma in questi anni ad esistenze preconfezionate che improvvisamente appariranno per quello che sono. Posso immaginarmi le persone che hanno vissuto in questo "paese delle meraviglie" mentre gli crolla la facciata del palazzo dove lavorano e scoprono che cacchio, era una scenografia di cartapesta, guardano meglio il diploma di recupero di anni scolastici del figlio e vedono che è scritto su un foglio di quaderno, entrano in banca e si accorgono che è finta tutta intorno a loro e gli impiegati sono solo figuranti delle televendite.

Ci ha trasformati (con la nostra connivenza) in sue creature, a sua immagine e somiglianza. La sua dipartita politica è come la fine di un incantesimo che ci aveva trasformato in un qualcosa di incredibile, una massa di illusi che credono di essere fighi e non lo sanno ma sui jeans di D&G hanno le pezze.
E rotto l'incantesimo, ognuno potrebbe tornare al proprio posto: le consigliere regionali ritornerebbero ad essere igieniste dentali, alcuni ministri tornerebbero commercialisti, ognuno smetterebbe la maschera e tornerebbe ad interpretare il vero sè stesso.
Sarebbe come svegliarsi da un sogno che abbiamo ritenuto vero, una bugia nella quale alcuni si sono cullati ed altri non hanno voluto addormentarsi, come ne "L'Invasione degli ultracorpi".
Sarebbe ora. Sarebbe ora che suonasse la sveglia.

mercoledì 12 gennaio 2011

E se bussassi alla tua porta (stanotte)?

Non riesco a togliermi dalla testa questa canzone


What if I came knocking
On your front door some night?
Would you open the window
And drop me down the key?
What if I came knocking
On your bedpost that same night?
Would you open up your heart
Or try to get the best of me?

What if I came knocking
On your brain the next day
And ask for your truth and your love and your honesty?
Would you build up your big walls
And try to hide behind that smile
Or would you try to pull the wool right over me?

So what if I came knocking?
So what if I came knocking?
So what if I came kicking
And it scared you a little bit,
And I came on strong
Would you think
That there's something wrong with me?
Or could it be your fears
Of trying something real
Or just afraid to touch
A guy like me?

What if I came knocking?
What if I came knocking?
What if I came knocking
On your front door some night? Ahh

So let's just say it worked out
Like a storybook dream
And we lived happily ever after.
Fa la la la.
But what if I came crying
After just a few weeks
And said I misread my heart,
This is not really meant to be? yeah

So if you hear some knocking
On your window tonight
You can bet that it's probably me.
But let it be known
That we're just a pair of tumbling dice
And the outcome of these crap shoots
Is hard to see.

So what if I came knocking?
So what if I came knocking?
So what if I came knocking
On your front door tonight? Ahh
So what if I came knocking?
Knock, knock, knock, knock, knock, knocking
Kick, kick, kick
What if I came knocking
On your front porch tonight, tonight?


by John Mellencamp


venerdì 7 gennaio 2011

Fissazioni




Tempo fa ho scritto dell'ossessione del mio fidanzato per le pulizie. Potrei entrare nel particolare analizzando la sua idea di pulito (che per me è più un'apparenza) e la mia (che si avvicina a quella dei miei genitori, più lindi di un chirurgo) ma non voglio annoiarvi.
Vi racconterò invece delle sue fissazioni, che danno a lui l'illusione di un mondo più lindo e a me una gran rottura di palle.

Abbiamo appena trascorso qualche giorno nella sua casa in campagna. L'ultima volta ci eravamo stati l'estate scorsa e l'avevamo lasciata scintillante, come nuova. Appena entrati, mentre io mi occupo della gatta che è un pò sconvolta dal viaggio, lui comincia ad andare su e giù, controllando le stanze. Arriva in cucina e mi dice soddisfatto "L'abbiamo pulita per benino la casa!".
Però chissà com'è, non passa un minuto con me. E' in perenne movimento, lo sento trafficare, prendere la scopa combinare e scombinare. Quando salgo al piano di sopra mi pare non ci sia niente di diverso.
Poi, una sera mi rivela un orribile segreto: l'acqua del luogo contiene molto calcare.
E allora?
Allora ha visto un accenno di calcare sullo scarico della doccia, ma non sa come pulirlo, dato che grattare non si può e nemmeno si può usare l'anticalcare. Trattengo un chissenefrega e aspetto il resto, che puntualmente arriva:
"Bisogna asciugare bene la doccia"
"?"
"Quando usi la doccia la devi asciugare bene, assicurati che l'acqua dal piatto finisca nello scarico e poi asciuga lo scarico."
Così mi ritrovo a pulire la doccia dall'interno, mentre ancora ho addosso l'accappatoio.
Non solo. Per la stessa ragione, ogni volta che mi lavo le mani devo asciugare il lavandino.
Se questo non fosse abbastanza trovo immancabilmente tutti i lavandini col tappo chiuso. Perfino la vasca da bagno. Tu vai per lavarti i denti, ti fermi un secondo di più a guardarti nello specchio, ed il lavandino si sta riempiendo d'acqua e schiuma.
Il motivo di cotesta nuova usanza non lo so. A Milano dice che arriva cattivo odore dalle tubature, ma qui...pare un pò strano. Comunque mi sembra un'assurdità.
Vi faccio notare che a fronte di tanto zelo, lui comunque non passa mai l'aspirapolvere nè in campagna nè a Milano...

E poi va in crisi per la spazzatura. In campagna fanno la raccolta differenziata, i sacchi vengono ritirati in giorni diversi e abbiamo quattro tipi di sacchi diversi. Ora, è possibile che non faremo in tempo a farci ritirare tutto, ma dato che ci sono delle campane della differenziata sulla strada del ritorno, perchè farsi tante menate? Perchè meditarci tutti i giorni? Che giorno ritirano la plastica? Ah, ma è festivo. E il secco non riciclabile? Una vera paranoia. E poi oggi parte per portare alle sopracitate campane la monnezza e mi saluta dicendo "Io vado a portare la spazzatura" con l'aria di chi va in Mission Impossible...

A chiudere (ma ce ne sarebbero altre da raccontare) il nostro Capodanno: arriva la mezzanotte, sono al telefono con mia zia e passeggio per il salotto, inavvertitamente colpisco con un piede un piattino con una candela, che avevo messo per terra per cercare di creare un minimo di atmosfera nella stanza. Si rovescia un pò di cera sul pavimento. Non è una tragedia mi pare, son piastrelle, verrà via. E invece, prevedibilmente, mi becco la prima ramanzina dell'anno, manco avessi rovesciato un martello pneumatico acceso, su quel cazzo di pavimento.
Poi ditemi se non mi devo incazzare...

giovedì 23 dicembre 2010

Buon Natale Nichilista



Ultimamente tendo a definirmi nichilista. Non solo per la triste situazione in cui versa la nazione, ma per tutto il genere umano che ("a parte qualche significativa eccezione") mi delude con una regolarità sconcertante.
Nonostante il mio pessimismo però, non avrei potuto concepire un ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale come quello di ieri.

Prima di tutto dovevamo fare cinque ore, quando tutte le altre scuole ne facevano quattro o addirittura tre.
Dalle 8.30 alle 11.30 ci siamo sorbiti "Apollo 13", il film che racconta la storia vera della missione spaziale Americana che doveva raggiungere la luna ed invece fallì a causa di un guasto tecnico. Un film ben fatto, a tratti noiosamente retorico, ma certo non un vero spasso per il 22 dicembre.

Alle 11.45 è iniziata la prevista ora di laboratorio, durante la quale abbiamo goduto del Pippone di Fine Anno, servitoci dall'insegnante di oreficeria che ci ha lanciato i suoi strali per il nuovo anno.
L'entusiasmo già grande per questa giornata s'è moltiplicato, per poi culminare nell'ultima ora, in compagnia della tutor.
Entrata in classe col solito sorrisone delle grandi occasioni ha fatto sedere i ragazzi e poi ha cominciato a distribuire dei biscotti fatti dagli allievi del corso di cucina. Apparentemente era previsto un biscotto anche per me ma qualcuno se l'era pappato.
Subito dopo, ha consegnato i suoi regali alla classe, una penna ai maschietti e un'agendina alle femminucce...ypeeee!
E poi? Poi niente, perchè LEI aveva detto agli allievi di portare qualcosa da mangiare, ma nessuno ha portato alcunchè. Il fatto è che questi ragazzi (a parte un paio con le mamme che sono più attente) non portano niente neanche per festeggiare il proprio compleanno...come poteva aspettarsi che provvedessero al panettone?
Dato che non si poteva mangiare nulla non c'era niente da fare. Qualcuno ha suggerito di giocare a telegrafo senza fili ma grazie al cielo non s'è fatto...il mio ragazzino non parla, sarebbe stata una gaffe imperdonabile.
Restava comunque l'imbarazzo di passare mezz'ora a guardarsi in faccia. E così ci siamo trovati a guardare un video su un convegno cattolico a proposito della Sclerosi Laterale Amiotrofica in cui la nostra tutor appariva sgallettante, in piena forma e cantava una canzone a cappella.
Posso dire di aver sfiorato il coma da overdose di squallore, ma non era ancora finita.
Prima di andarmene, la tutor ha voluto omaggiarmi di un'agendina colorata come quelle che si regalano ai bambini...
Atroce.
Sono uscita ancora sotto shock e sono andata verso il metrò col piccolo Ivan: le sue chiacchiere torrenziali mi hanno consolata delle cinque ore buttate.

Buon Natale.



venerdì 10 dicembre 2010

Against Fashion


La scuola dove lavoro sta accanto ad un istituto di moda e design. I ragazzi del CFP vengono dalla periferia e vestono tutti pressapoco allo stesso modo, look gangsta o come dicevano anni fa in Inghilterra chavs: tuta e scarpe da ginnastica, giubbotti imbottiti lucidi, cappellini da rappettaro tenuti così stretti che non toccano affatto il cranio ma torreggiano su di esso appoggiandosi alle orecchie. Capelli cotonati e trucco pesante.

Dal cancello vicino entrano ed escono tipe e tipi acchittati con tutte le declinazioni del fashion: dalle post punk con calze smagliate al punto giusto e borsetta leopardata coordinata, ai fighetta col cappottino stretto, il capello lisciato con cura e la montatura dalle lenti enormi che va di moda adesso.

Il contrasto a volte è spassoso, ma in effetti non volevo proprio parlare di questo.

Volevo parlare di questa mania soprattutto dei maschietti di portare jeans e pantaloni in genere con un cavallo spropositatamente lungo.
Nella mia scuola non si trova un paio di pantaloni normale, perfino il professore di scienze porta questi cosi. Un ragazzino della mia classe li preferisce con la gamba stretta, così a guardarlo da lontano si ha proprio l'impressione che si sia fatto la cacca addosso. E pensa di essere fico con addosso quella roba.
Il mio ragazzino mi ha sconcertata quando gli ho detto di comprarsi una tuta perchè con quei jeans assurdi era impossibile correre durante la lezione di ginnastica: quello s'è palesato la settimana dopo con una tuta identica ai suoi jeans, solo di una stoffa diversa.
Veder correre questi ragazzini per prendere un tram è uno spettacolo raccapricciante, vien da piangere.
Ma non è solo una questione pratica...è anche estetica. Perchè a chi sta loro intorno tocca una visione in Vistavision delle loro chiappe fasciate da mutande multicolore.
Ieri un tipo davanti a me aveva i pantaloni così abbassati (evidentemente erano normali pantaloni che l'amico tirava giù) che potevo vedergli quasi tutto il sedere, sarebbe bastato un niente per calarglieli completamente, tanto era precario l'equilibrio.
Apparentemente li comprano di una o due misure più grandi, così il cavallo scende ancora un pò e arriva alle caviglie.
Quando devo sedere in fondo alla classe poi si scoprono gli altarini, in questo caso anche delle ragazze che hanno i jeans strettissimi ed a vita strabassa. Come dico sempre io "Un display di chiappe da fiera campionaria". Non lo dico per moralismo, a me non frega niente, però diciamo che mi fa un pò l'effetto di quelli che si calano le mutande e mettono in mostra il sedere dal finestrino di un'automobile in corsa...Dopotutto vado a scuola per insegnare, mica a fare le selezioni di Mister Mutanda e Miss Perizoma.

E poi, volete mettere quanto meglio si può valutare la bellezza di un sedere con un paio di jeans come si deve? Pensateci, pensate a cosa sarebbe stato Bruce Springsteen con un paio di questi pantalonacci spendorlenti! "Born in the USA" non sarebbe stato lo stesso!!!

Lo so, lo so, suono come una vecchia zia...Ma vorrei essere lì quando questi ragazzi criticheranno il look dei loro figli, vorrei proprio essere lì...



Pala e Piccone

Alla faccia del precariato, le cose per gli assistenti alla comunicazione si fanno ancora più dure. Le autorità che nella nostra ridanciana città si occupano dei contributi destinati ai disabili sensoriali hanno infatti modificato il metodo di pagamento con un'apparentemente innocua ed ingenua norma che però non ci vuole un genio per capire che si rivelerà bastarda e velenosa.Non scendo in particolari ma vi elenco i fatti salienti:

1) La famiglia del ragazzo disabile è costretta ad avere un conto in banca per usufruire del contributo;

2)Le assistenti non potranno più ritirare personalmente il contributo.

Le conseguenze non troppo difficili da immaginare saranno:

a) molte famiglie di disabili extracomunitarie non hanno un conto corrente e potrebbero non sentirsela di aprirne uno, per via dei costi che dei vari passaggi (ricordarsi ogni mese di pagare l'assistente etc), rinunciando dunque al contributo e creando una nuova disoccupata;

b) per la condizione precaria in cui molte delle suddette famiglie si trovano, potrebbero cedere alla tentazione d'intascarsi il contributo e non pagare l'assistente, la quale può al massimo rinunciare all’incarico, visto che non ha nessuna copertura istituzionale alle spalle;

c) questo lavoro -che già non prevede una reale assunzione nè copertura assicurativa nè un qualunque riconoscimento- subirà un’ulteriore clandestinizzazione perchè di fatto inesistente, nonostante sia necessario all'integrazione dei bambini e ragazzi sordi e ciechi nella scuola.

Sia gli operatori che gli utenti sono vittime di questo provvedimento, la dimostrazione che le istituzioni se la prendono con i più deboli (disabili, soprattutto extracomunitari, lavoratori precari e precarissimi) e riducono (in nome di interessi meschini) ogni cosa a un banale e meschino scambio di denaro. Vedo troppo bene tutti i giorni cosa questo comporta sulla pelle dei ragazzi.

Il fondo l'abbiamo raggiunto, si comincia a scavare.


mercoledì 10 novembre 2010

Hard Times

Nonostante tutto resto a scuola. Ho parlato con i servizi sociali e mi hanno detto che ora come ora trovare una sostituzione sarebbe dura. Ok, ok. Ma non guardo più in faccia l'insegnante-spia. Non le parlo più. Ormai non m'aspetto un cazzo da questa struttura ma se sgarrano li metto nei casini.

Altro fronte. Un lavoro di disegno, ho sgobbato tutta l'estate. Adesso la committente sta facendo storie per i soldi da darmi...Mi vien voglia di mandarla a fanculo.

Non sono ancora riuscita a seguire una sola lezione in Università ed ho già pagato 1000 euro di acconto per le tasse...
Le cose potrebbero andar peggio...ma anche così non salto proprio di gioia.

mercoledì 3 novembre 2010

IO NO

In questi giorni di nuovi casi escort, minorenni e bungabunga a carico del premier, si cerca di puntare (memori forse dei precedenti che non hanno portato alcun risultato alle opposizioni) sull'irregolarità delle procedure seguite per l'affidamento della signorina Ruby(accusata di furto) all'igienista dentale del succitato premier e di evidenziare come egli abbia abusato del proprio potere.
Va bene. Facciamo che i politici battano quella strada per i loro scopi.

Io però non ci sto. Cioè, a me non basta. Non mi va di passare sopra l'immoralità di un politico che sbandiera a suo favore i valori della famiglia e poi si accompagna a ragazzine minorenni. No. Non è la stessa cosa che passare il proprio tempo con transessuali adulti, non è la stessa cosa che passare la notte con una escort pagata.
Non lo è perchè si rischia di legittimare comportamenti del genere. Non dimentichiamo che la tv e la politica sono purtroppo un'ispirazione per il pubblico, di questi tempi.

E non dimentichiamoci cosa abbiamo provato due settimane fa credendo alla prima versione della storia della ragazzina di Avetrana...A me sono venuti i brividi, e a voi?

Per questo io non mi accontento. Che parlino pure delle telefonate ma noi teniamo presente anche tutto il resto.

sabato 30 ottobre 2010

Salve salvino, caro vicino!


Ora mi sono un pò calmata ed alla rabbia è subentrato un sentimento di odio sordo e pronto alla futura vendetta.
Torniamo a martedì scorso. La mefitica tutor (alla quale fischieranno le orecchie, spero) della mia classe mi dice che lei e la preside vogliono parlarmi. Ahi ahi, di solito questo significa grane. Ma dato che non mi sembra di essermi divertita troppo a scuola ultimamente, pateticamente mi auguro che mi si voglia informare rispetto al programma personalizzato per il mio ragazzino (che a quasi novembre non m'è ancora stato comunicato) ma so che è un'illusione.
Certo però, che non mi aspettavo quanto segue.

Ci sediamo in un'aula gelida e la tutor mi contesta una battuta di spirito che ho fatto durante la lezione d'Italiano del venerdì precedente. Forse un'Assistente alla Comunicazione non dovrebbe fare battute, ma tenete presente quanto segue:
- conosco l'insegnate ed i ragazzi da 3 anni, io conosco loro e loro conoscono me;
-era venerdì, all'ultima ora, dopo una settimana di lavoro;
-sto in classe tutte le ore di tutti i giorni, con un rapporto uno ad uno che a volte risulta soffocante, subendo il casino atroce che fanno i ragazzini e cercando di lavorare nel medesimo casino.
Detto tutto ciò veniamo alla battuta incriminata.
Nel baccano della classe la professoressa cerca d'iniziare il discorso su "ognuno ha un'abilità": l'assoluta indifferenza accoglie quest'affermazione e si aggiungono osservazioni, battute etc. Il solito. Cercando di spezzare questo rito ormai consueto dico "Anche G. (uno dei ragazzi) ha un'abilità, è bravissimo a rollare".
Apriti cielo. Quella parola "rollare" mi fa mettere in croce.
Signori, sappiate che in una scuola di CL dire rollare è un pò come dire sodomia.

Faccio osservare due cose alle giudici che cominciano a ricordarmi due convitate del KKK, primo che si possono rollare sigarette, non solo canne ("La perversione sta negli occhi di chi guarda" O.Wilde), secondo che una parola del genere, in un posto del genere non fa nessun effetto.
Invece no signori, in una scuola frequentata da ragazzi problematici, a volte con precedenti e denunce, in una scuola dove c'è gente che si cala pasticche o si fa chilum prima di entrare è abbastanza evidente (chi sta sempre in classe nota i cambiamenti di carattere dei ragazzi) la parola rollare è bandita.
Penso alla canzone di Elio "Storia di un bellimbusto" e mi chiedo cosa sarebbe successo se l'insegnante m'avesse udito pronunciare il verbo "pippare". Mi avrebbero appeso per i piedi.

La cosa che mi fa imbestialire è che con questa persona ho lavorato tre anni, intrattenendo fin qui buoni rapporti. E lei non solo non è venuta a parlare subito con me per una cosa che si sarebbe risolta tranquillamente tra di noi (anche perchè non era poi così grave), neanche ha avuto il coraggio di essere presente alla "riunione" con la scusa delle lezioni e (ancora peggio) era stata in classe con me per ben due ore in quella mattina che si sarebbe conclusa con il cazziatone. Ha fatto finta di niente.

Ora, con i giorni che passano, mi sto rendendo conto di quanto la situazione sia paradossale, in un paese in cui i politici -gli stessi che mantengono il potere di queste sette e gli passano la grana per tenere aperte strutture scolastiche che tolgono lavoro alle scuole pubbliche- hanno amici spacciatori che gli portano a casa coca e fica (oddio, ho detto coca e fica!), magari minorenne, un'educatrice viene messa in croce per aver detto la parola ROLLARE!!!!!!
E mi rendo conto anche di un'altra cosa, che questi figuri che gestiscono il presente e purtroppo il futuro di questi ragazzi sono come Ned Flanders dei Simpsons e cercano di creare un mondo ai loro ordini e che finisca tutte le parole in ino ed ina, dove tutti sorridono beatamente mentre ti infilano un coltello coltellino tra le scapole scapoline.

Vaffanculo vaffanculino.

PS Ho anche pensato che l'insegnante potrebbe effettivamente aver riferito come uno scherzo la mia frase e la tutor (che mi odia perchè oltre ad essere più bella ed intelligente di lei sono anche più in gamba e più amata dai ragazzi) ne abbia montato un caso per ferirmi.
Alla fine non possono fare altro che questo. Ferirmi, o isolarmi dagli insegnanti (tutto il sistema di usare il tutor come referente ha il preciso scopo di dividere ed imperare, se lo chiedete a me) perchè non mi possono licenziare, non mi pagano loro... Se dovessi scoprire una cosa del genere forse dovrei rivolgermi direttamente al capo supremo, anche perchè intendiamoci, non è mica la prima che mi fa (e voi lettori lo sapete bene). E lei non è esattamente una professionista senza macchia...

giovedì 28 ottobre 2010

Frammenti di conversazione adolescenziale

Sull'autobus, un gruppo di ragazzini. Borbottano qualcosa poi uno dice:
-Eh, quella aveva un culetto...
Borbottìo del gruppo, risate e approvazione.
-Ma io- riprende il ragazzo -l'ultimo giorno di scuola gliel'ho detto: "Prof, lei ha davvero un bel culo".

giovedì 21 ottobre 2010

Non voglio più sentire

Sono andati oltre, veramente oltre la (mia) sopportazione. Vorrei non sentire più parlare dell'adolescente uccisa in famiglia, vorrei non vedere più le sue foto sui giornali, non voglio neanche sapere la verità. Non m'importa davvero di conoscerla, perchè è stato detto veramente di tutto e inventato di tutto e ogni giorno c'è una novità, smentita il giorno dopo. I giornali e la televisione stanno nuovamente pasteggiando su un cadavere, un cadavere di bambina. Ormai tutto l'orrore possibile ce lo hanno servito, direi che può bastare così, almeno per me.

sabato 16 ottobre 2010

Tutor (scolastica di centro di formazione professionale)- frammento

Si aggirano come vergini suicide nei corridoi affollati di mostruosi ragazzotti in tuta col cappuccio sulla testa che si saltano addosso, fumano, ridono rumorosamente.
Sono fragili e terrorizzate, sono l'esatto contrario di quegli ammassi di muscoli, ormoni, forza grezza e brutale, pura energia fisica.
Sono tutor, laureate, educate, pettinate, vestite con gusto e misura. Cercano di colmarsi di buoni sentimenti alla vista di quegli energumeni che vengono dai quartieri più infami della città, da famiglie atomizzate, richiamano disperatamente la memoria di tutte le nozioni pedagogiche: sono loro che devono domare quella forza, quell'energia, quella confusione con le regole e i diplomi universitari ed il rigore. Ma hanno paura. Può volare un pugno, può farsi male qualcuno, può esserci del sangue. Dio, fa che non mi ci trovi in mezzo, pensano mentre camminano con i registri in mano tra due ali di allevi, le loro forche caudine.
Era meglio lavorare in un ufficio, era meglio se la raccomandazione gliela trovavano per lavorare in banca, al caldo, al sicuro, dove il massimo che può succederti è tagliarti con un foglio di carta.
Ci sono anche delle ragazze, ma quelle le terrorizzano anche più dei maschi, con quelle assurde pettinature cotonate, il trucco pesante e quegli abiti così poco femminili -tute come i ragazzi- o troppo femminili, troppo attillati, troppo scollati, in ogni caso troppo.
Troppo, troppo, tutto troppo per i loro nervi scoperti di vergini vogliose o frigide, immerse in questo perpetuo movimento d'ormoni. Vogliono attrarre e respingere allo stesso tempo: essere ammirate lasciando capire che no, loro non la daranno mai ad uno di quei rozzi adolescenti, anche se forse...

venerdì 8 ottobre 2010

Don't look back

Io ed il mio fidanzato stiamo insieme da quasi undici anni. Lui è parecchio più grande di me e devo essere sincera, la cosa non mi ha mai pesato e pensavo che la differenza d'età non sarebbe mai stata un problema.
MI SBAGLIAVO.
Perchè lui, che ha una vita prima di quella con me, che guardacaso coincide pressapoco con quella che sto vivendo adesso con lui, beh, tende ad essere un tantino legato ai ricordi.
E mi sono resa conto che questi ricordi stanno diventando un pò ingombranti. Va bene la riunione dei pensionati al bar tutti i martedì, a rimembrare un glorioso passato di sbornie e scazzottate e rock and roll. Va già meno bene girare per il mondo e scoprire che lui ha già visto tutto e lo vede con una lente distorta di 30/40 anni.
A volte parla al presente e fa finta di sorprendersi nel vedere che in quel lasso di tempo le condizioni di un paesaggio sono radicalmente mutate, oppure parla con amici di luoghi che ha visitato negli anni settanta o ottanta come se fosse stato là ieri. Penso con terrore a nostri amici attirati dalle sue chiacchiere che vanno a visitare un posto e lo trovano totalmente cambiato rispetto ai suoi racconti.

Ultimamente è scoppiata la DiaMania: sono comparsi degli scanner che permettono di trasferire direttamente sul computer le vecchie diapositive. E lui di diapositive ne ha una vagonata.
Prese in Grecia, Jugoslavia, Algeria, Tunisia, Turchia, Messico, etc. etc. etc.
Così da ormai due settimane passa il tempo fra il computer e lo scanner, riempie il lettore di diapositive, lo inserisce nello scanner, scanna, mette la chiavetta nel computer, ecco va bene, no non va bene, rifai tutto.
Il che non sarebbe un male, solo che poi, mentre io mi sto disperando per consegnare dei disegni entro tempo massimo, o mi struggo per la mia iscrizione all'università, lui arriva col portatile e comincia a mostrarmi la sua opera.
Personalmente detesto la visione delle foto e dei filmini delle vacanze altrui, normalmente sono dozzinali e fatte male. Queste sono belle, immortalano posti magnifci, ma è un pò lo stesso.
Almeno si organizzasse una serata di visione unica...invece è uno stillicidio, un continuo richiamo a guardare particolari e raccontare di ferie che non avendole vissute, non possono interessarmi moltissimo.

La parte peggiore però è rendersi conto che quello è stato il periodo degli entusiasmi e che il mio fidanzato l'ha già vissuto, con qualcun' altra. E ti senti irrimediabilmente in ritardo, tagliata fuori da una vita che non hai condiviso con lui e che se resti con lui forse non vivrai mai. Ti viene il sospetto che forse sono quelli gli anni in cui realmente si entra nel cuore della persona con cui si sta, quelli dei progetti, delle scoperte e dopo forse è tutto un enorme rimpianto e chi arriva a quel punto non riesce mai veramente a capire ed a farsi capire fino in fondo.
Chissà se le cose sarebbero state diverse se anche io fossi stata in quelle diapositive, se le incomprensioni sarebbero state minime o saremmo riusciti a venirne a capo più facilmente. Chissà se avremmo vissuto diversamente.

mercoledì 6 ottobre 2010

Quello che non c'è

Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello
che non c'è


Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è


Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è


Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

(Qui il video ufficiale)

lunedì 4 ottobre 2010

Song of the Day

Quando pensi che un disco del Teatro degli Orrori ti abbia detto tutto, ecco che...


Che cosa c'è di strano
non c'è niente da ridere
all'anima fa bene un po' di nostalgia
l'amore è come un ladro
ch'è stato derubato
non te ne sei accorto
e adesso che ci siamo, tu
già te ne vai via
è forse per questo che
non ho ancora imparato a dirti
tu per me sei importante
anche se non ci sei
ecco perché
ho ancora un sentimento dentro
che non mi fa morire
ma neanche vivere

sabato 2 ottobre 2010

Acqua di Lourdes


Ieri, lezione di oreficeria:

R.(18 anni, ragazza)-Prof, mi hanno regalato una bottiglietta d'acqua di Lourdes e mi hanno detto di metterne un pò nell'acqua quando la bevo.

Prof-Lourdes è un mistero. Pensa che ci si immergono persone malate e queste malattie non si
attaccano ad altri...Però non credo che sia il caso di berla.

E.(18 anni, ragazzo, improvvisamente sveglio)- Che acqua è prof? Me lo dice, così non la compro più?

martedì 28 settembre 2010

Come volevasi dimostrare

La condanna a morte di Teresa Lewis ha avuto un effetto domino sulla povera Sakineh, Iraniana, che il mondo s'è mosso per salvare dalla pena di morte per adulterio.
Cogliendo prontamente la palla al balzo, il tribunale che la giudica l'ha ritenuta colpevole di complicità nell'omicidio del marito, motivo per il quale dovrebbe essere (ma speriamo non sia) impiccata. Pressapoco la stessa accusa che ha portato alla morte la donna Americana una settimana fa.
Ed ora, come faranno gli occidentali a dire che il tribunale Iraniano è ingiusto?

lunedì 27 settembre 2010

Schifezze 3- l'erba dei vicino

Ricorderete che qualche tempo fa scrissi di una giovane di Trento alla quale è stata portata via la figlia appena nata (che è stata giudicata adottabile) per il solo motivo che i suoi guadagni mensili ammontavano a soli 500 euro al mese.

Oggi guardiamo cosa succede in un paese come l'Inghilterra, dove non c'è Papa, dove i politici non usano la "famiglia" come un gagliardetto raccattavoti, dove l'aborto, anche per le minorenni, non è una tragedia.
Eppure è anche il paese che conta un record di teen-parents (genitori adolescenti), ragazzini che si trovano incinti a pesare sulle deboli spalle di genitori che spesso sopravvivono col sussidio di disoccupazione (qualche anno fa un ragazzino di 11 anni divenne padre di un bebè concepito con un'amichetta di 13...).
E allora leggiamo questo articolo in cui si illustra un caso limite che però dimostra una volta di più quanto l'azione verso questa donna e la sua bambina sia stata criminale.

venerdì 24 settembre 2010

Schifezze 2- Travi e Pagliuzze

Non credo a ciò che sento. Dopo mesi in cui il governo Iraniano è stato bersagliato da campagne provenienti da tutto il mondo per salvare Sakineh, una donna accusata di adulterio, dalla condanna a morte per lapidazione, sono stati gli Americani -da sempre paladini della "libertà" e supernemici dell'attuale politica Iraniana sui diritti umani- ad eseguire una condanna a morte.
Teresa Lewis, disabile mentale, riconosciuta colpevole di aver organizzato un duplice omicidio è stata giustiziata ieri con un' iniezione letale.
L'ironia è evidente e crudele, non credo che abbia bisogno di commenti.
Qualcuno potrebbe obiettare che l'omicidio non è paragonabile all'adulterio ma dopo aver ricordato che Sakineh è accusata anche di aver organizzato l'omicidio di suo marito (che sia vero o falso non interessa in questa sede), vorrei osservare che la cultura iraniana è molto diversa da quella occidentale e ciò che per noi è senza importanza, per loro è degno di un'esecuzione capitale.
Alla fine comunque, sembra che Sakineh non verrà giustiziata, mentre Teresa Lewis sì.
Per Sakineh, in mano al cattivo orco Iraniano si sono mossi mari e monti, per Teresa Lewis non c'è stato altrettanta partecipazione.
Di tutte le persone coinvolte le crimine per il quale e stata messa a morte, la più debole (una donna) viene presa come capro espiatorio. Che caso.
A dire che è più facile vedere il male negli altri che in noi stessi.

martedì 21 settembre 2010

Quando ti girano un pò le balle


E' già successo due volte nel giro di due settimane.
La tutor della classe in cui lavoro sembra non possa fare a meno di sottolineare che io non conto e non devo contare niente.

Un giorno un ragazzino si è girato e mi stava raccontando del tappetino di finta vacchetta che ha comprato per la sua cameretta. Anche se c'era parecchia confusione e di fatto la lezione non era iniziata, la tutor ha detto al ragazzo di guardare davanti a sè perchè "Titta esiste solo in funzione di Raffaele"(Raffaele è il ragazzino con cui lavoro). Gheeee! Primo errore. Non è colpa mia se io piaccio ai ragazzini e hanno voglia di parlare con me.
Oggi poi hanno diviso la classe in gruppi e gli hanno intimato di progettare un oggetto. Nessuno voleva farlo. Allora per invogliare il gruppo in cui c'era il mio ragazzino ho detto "Dai, facciamo un cadavre esquisit come i surrealisti, ognuno disegna un pezzo" e per invogliarli a lavorare insieme ho iniziato disegnando un particolare. Non l'avessi mai fatto. La tutor è arrivata tuonando che non devo fare io i compiti ai ragazzi e nemmeno ha lasciato che spiegassi cosa stavo facendo. Ha concluso la tiritera con "Perchè con tutto il bene che voglio a Titta (????) NON E' PARTE DELLO STAFF".

Ora, che ne dite, devo essere un tantinello incazzata o no?
Considerando non solo che conosco i ragazzi da un anno in più di lei e pur non avendo un ruolo istituzionale gli sono sempre molto vicino? Considerando che l'estate scorsa la stessa tutor ha detto che come adulto ho comunque un ruolo educativo nella classe? Considerando poi che dopo che me ne sono andata a leggere un libro è arrivata un'altra insegnante e pressapoco ha fatto la stessa cosa che stavo facendo io?

E adesso il domandone finale: anche se è l'ultimo anno che lavoro con questo ragazzo e si è affezionato a me, dovrei andarmene? Ci sto pensando seriamente.

lunedì 13 settembre 2010

The first day of many days


Ebbene, primo giorno di scuola.
La mia classe è stata spostata in un nuovo fiammante edificio appena restaurato (alla faccia di quelli che non studiano in scuole pubbliche che cascano a pezzi), un cambiamento che per ora sembra avvantaggiarmi livello di trasporti (45 minuti per arrivarci invece di un'ora) anche se è molto meno bello per chi prima poteva venire a scuola in ciabatte, tanto ci abitava vicino.

Entriamo, l'aula non è molto grande, non ha finestre ma un soffitto di circa 5 metri (si tratta di un ex capannone industriale) con una finestra che non possiamo neanche vedere. La luce proietta l'ombra di una griglia sul muro, al soffitto è appeso un allarme antincendio con tanto di lampeggiante rosso. I muri sono dipinti di fresco, un bianco ospedaliero inquietante. A metà tra Prison Break e Qualcuno volò sul nido del cuculo...Sì, in effetti la tutor potrebbe essere l'infermiera cattiva del film.

La mia classe è un pò turbolenta e la voce deve essere giunta fin qui. I nuovi insegnanti non sono affatto cordiali, non si fanno dare del tu e a malapena chiedono il nome degli allievi. La preside non ce l'ha nemmeno chiesto. Quando entra un adulto tutti si alzano, io non so cosa devo fare, non sono un'insegnante, ma nemmeno una studente...

I ragazzi paiono un pò sotto choc, forse non sono ancora del tutto coscienti del nuovo inizio o forse hanno capito che in un certo senso la pacchia è finita: rispetto agli scorsi anni sembra evaporata l'aura di maternità in deroga che aleggiava in classe. La tutor l'ha avuta vinta sulla coordinatrice, ora non deve più dimostrare di essere la migliore, non deve più sforzarsi d'interessarsi ai ragazzi, sono suoi. Giovedì scorso la nuova preside s'è a malapena presentata, non ha chiesto il nome a nessuno, insomma cordialità zero.
Pure la nuova prof di disegno è rigidina, ma almeno ha chiesto i nomi (un pò di malavoglia per la verità) e stabilito subito che a lei non si dà del "tu" ma del lei (nessuno ha mai dato del "tu" ad alcun prof).
C'è da dire che al solito nessuno ha dimostrato alcun interesse per il ragazzo sordo: quest'anno i professori saranno completamente separati da lui temo, con la nuova gestione mi pare di aver capito che i disabili ritornano ad essere altra cosa rispetto alla classe...Un bel passo indietro.

Alla fine delle prime due ore direi che la scuola sembra averla vinta ma sono appunto solo le prime due ore, solo il tempo potrà dire se le tecniche di F.,di R., di A. e degli altri funzioneranno ancora o si dimostreranno armi spuntate.

Starò a vedere...

venerdì 10 settembre 2010

Schifezze

Il "caso" non è recentissimo, data il 22 luglio: a Trento una giovane madre a cui è stata sottratta (per non usare altri termini) la figlia appena nata per il solo motivo che guadagnando 500 euro al mese non poteva provvedere ai suoi bisogni. La donna ha intentato causa e (la notizia è di ieri) l'ha persa. Sua figlia sarà data in adozione. A questo siamo giunti in un paese che sbandiera a destra e manca la famiglia e l'irrinunciabilità della maternità. Una poetica fatta di pappe ed omogeneizzati e pannolini cattura pupù e proprio per questo proibita a chi i soldi per permettersi questi lussi non ce li ha.
In un paese come la Svezia o perfino l'Inghilterra, dove le madri minorenni sono una quantità esagerata, non sarebbe mai successa una cosa del genere. In luoghi dove la chiesa cattolica non fa il bello ed il brutto tempo e la famiglia non è mitizzata nè strumentalizzata a fini politici no, in ITALIA sì.

Invece di aiutare questa donna e darle un sostegno, lo stato pensa bene di levarle il figlio e creare un dolore atroce che colpirà lei ed la SUA bambina per il "bene" della bambina stessa.
Come se tutto quello che un genitore deve ai propri figli fossero cibo e prodotti, televisori e telefonini, come se l'amore non contasse (e forse è così, diciamocelo) più un cazzo.
Mi viene in mente "Una modesta proposta" di Johnathan Swift, in cui l'autore con sarcastico humor ipotizzava di mangiarsi i bambini di coloro che erano troppo poveri per allevarli. Il parallelo è forse ardito, ma quanto, considerando la situazione? Solo i ricchi possono avere figli? Che razza di discorso è? E siccome i ricchi fanno sempre meno figli si finirà ad adottare forzatamente quelli dei poveri? Prospettive che richiamano le atmosfere del "Mondo Nuovo" ipotizzato da Huxley.

E in tutto questo dov'è la chiesa che parla tanto di "famiglia"? Dove sono i partiti che si riempiono la bocca di questa parola ad ogni passaggio televisivo di un loro esponente? Dove sono le istituzioni, i ministeri che devono difendere le pari opportunità, le opposizioni che devono dimostrare che si può fare diversamente? Dov'è tutta questa gente?

Questa è una vera violenza consumata al solito su una donna (e su sua figlia) che m'inorridisce e dà la misura di quello che siamo diventati. Bello schifo.

domenica 5 settembre 2010

Song of the day...

Un allegro motivetto cantato dai BEATLES!

sabato 4 settembre 2010

Quel tipo non mi piace

Non tutte le persone che frequentiamo sfagiolano ai nostri cari.
Anni fa ad esempio, mia sorella si accompagnava ad una tipa che faceva l'artista di strada. Lei la trovava fantastica, ma a me istintivamente non piaceva. Gelosia sorellare forse. O forse sesto senso, dato che in seguito questa persona si è veramente comportata da stronza. Capitò anche con un suo fidanzato, che dopo aver conosciuto definii "randagio" facendola alquanto incazzare. Anche quella volta non mi sbagliavo.

La questione però può complicarsi. Persone con le quali ti trovi bene sono ritenute insopportabili da altre che ti sono molto care. Per esempio, il mio fidanzato non regge un ragazzino della classe dove insegno che ho anche invitato a casa e col quale siamo andati al cinema. Capisco anche il motivo per cui a lui non piace (si tratta di un ragazzo abbastanza truzzo, piuttosto indigesto ad un uomo che si è fatto da sè ed ha valori solidi di lavoro etc). Detto questo, trovo che sia una compagnia godibile e certo non cattivo.
Mia sorella detesta diversi miei amici ma con una persona in particolare ha il dente avvelenato, non posso neanche dirle che occasionalmente ci sentiamo, si mette subito a ringhiare.
Alcune mie amiche non si reggono tra loro e quando capita di vederle insieme il disagio è palpabile.
Rendersi conto di queste energie spinge a un sacco di minuetti e sotterfugi per poter incontrare tutti senza privarsi della compagnia di nessuno. Inoltre ti mette un pò in mezzo, ti trovi a giustificare questo e quello, cercando di creare qualche punto di contatto, di far vedere le cose in prospettiva ventilando la possibilità che beh, in fondo lei non ha tutti i torti come tu non hai tutti i torti e...perchè non diventiamo tutti amici?
Alla lunga diventa una fatica, uno stress ed una bella rottura di palle. Così ultimamente ho smesso di provare. A volte si possono verificare situazioni sgradevoli, ma l'unica cosa che posso fare è essere corretta con entrambi.

Quello che m'incuriosisce è come mai due persone anche abbastanza vicine possano avere impressioni ed opinioni cosi contrastanti su un individuo...Perchè parlo comunque di relazioni consolidate, da cui non ti aspetti nulla di particolare, bene o male hai già capito come gira...
Mah, mah...

venerdì 3 settembre 2010

One Dimensional Man

« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico » Herbert Marcuse, "L'uomo a una dimensione"

domenica 15 agosto 2010

sabato 14 agosto 2010

Vincenzo

A volte conosci delle persone e anche se ci condividi degli amici e degli interessi e le intravvedi spesso, non ti ci fermi mai a parlare.
Vincenzo è una di queste persone. Assiste una mia amica che sta sulla sedia a rotelle e nonostante lo incontri abbastanza spesso non ci ho mai parlato veramente. Ma ieri, del tutto casualmente ci siamo trovati a discutere, ed ho fatto delle scoperte.
Come ad esempio che lui ha studiato in seminario ed ha abbandonato un anno prima di diventare prete. Da lì è partita una lunghissima discussione sull'essere umano, poi sulla religione, sulla bibbia, sulla chiesa: ho esposto i miei dubbi, a cui lui ha risposto con le sue idee, molto francamente ma senza pedanteria o vuote frasi ideologiche sentite e risentite durante le lezioni di religione ed al catechismo.
Ed anche se siamo di idee opposte, ascoltarlo non mi ha affatto dato fastidio. Non ho cambiato di una virgola le mie convinzioni e probabilmente lo stesso è per lui, però l'ho ascoltato volentieri argomentare e dare una prospettiva diversa a ciò che vedo.
Non è facile trovare persone così, che discutono senza mai alzare la voce. Anzi, penso che forse era troppo in gamba per finire il seminario.
Mi viene in mente un altro ragazzo col quale m'è capitato di scontrarmi recentemente su questi temi (potremmo parlare di karma...), anche lui laureato in teologia ma capace solo di esprimere la dicotomia ateo=comunista (uhuh, che novità).
La conversazione con Vincenzo mi ha tanto colpita che quando l' ho salutato gli ho detto che dobbiamo riparlarne...e lo penso davvero.

mercoledì 11 agosto 2010

What are the clouds?

Oggi, in un down post ferie, mi è tornata in mente una canzone di Domenico Modugno col testo di Pierpaolo Pasolini. Benchè non abbia proprio una passione sfrenata per nessuno dei due, ho sempre trovato questo brano bellissimo...E' stato utilizzato come sigla di "Uccellacci Uccellini" di Pasolini, se non erro. Ricordo questa scena agghiacciante in cui Totò e Ninetto Davoli, travestiti da marionette vengono buttati in una discarica e mentre la loro storia volge al termine, loro guardano il cielo e parte la canzone. Roba da piangere.

Cosa sono le nuvole

Domenico Modugno

D. Modugno - P.P. Pasolini

Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura
l'unico e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così



giovedì 5 agosto 2010

Una C60 / Summer of '10

01) Bruce Springsteen, Wrecking ball. Stampato unicamente come singolo in vinile per sostenere, in occasione del Record Store Day, la causa dei negozi di dischi attanagliati da una crisi che appare irreversibile, il nuovo singolo dal vivo di Springsteen è una full immersion nel sound della E Street degli anni zero (e un tributo al baseball).

02) Nina Nastasia, Cry cry baby. Dietro un nome da fumetto si cela una delle più interessanti folksingers indie americane. La canzone è l'open track dall'ultimo album, Outlaster.

03) The Coral, More than a lover. Passa il tempo. Anche per i Coralli di Liverpool, già al sesto album. Questa è la convincente open-track del recente Butterfly House.

04) Litfiba,Sole Nero. Colpo di coda, per parafrasare il titolo di un loro disco, dei Litfiba. Sono tuoohhrnaahhtiii. E un pò fa piacere, dài.

05) James Carr, The Dark End of The Streets.
Di questa canzone avevo parlato qui, recensendo una
raccolta di racconti di Lethem. E, beh, non ho niente da aggiungere.

06) Kula Shaker, Only Love.
Ah giusto! Sono tornati anche loro. Più pop e meno mistici. Come dicevo, il tempo passa per tutti, neh.

07) Christina Aguillera, Sex for Breakfast.
Bel lentaccio in perfetto stile new rn'b. Video turpe quanto basta. Lo so che vi pace, non provate a negare...

08) Kelis, Acapella.
Qui si balla, e anche di brutto. Pump up the volume, folks!

09) 99posse, Antifa.
Accidenti che tristezza il nuovo singolo dei redivivi novenove. Sembra una parodia dei loro pezzi da combattimento più riusciti. Perchè l'ho messo allora? Non lo so. Nostalgia e affetto, presumo...

10) Gloria Jones, Tainted Love.
Per quelli che credevano che la versione dei Soft Cell fosse l'originale. Per chi pensa invece lo fosse quella del reverendo Manson, non c'è speranza.

11) The Fratellis, Baby Fratelli.
Riscoperta grazie a Lateral, la rassegna stampa "deviata" di Bottura, la mattina su Capital. Belle chitarrozze pop and roll, buon umore a garganella

12) Ozzy Osbourne, Fearless.
Quando gli hanno fatto notare che il suo nuovo album (Scream) ricordasse forse un pò troppo la roba dei Black Sabbath, Ozzy ha risposto serafico: "Beh poteva andare peggio. Pensa se avesse somigliato ai Deep Purple..."

13) Shakira, Waka Waka.
Impensabile una playlist estiva senza il singolone dei mondiali. Altro che Notti Magiche...

14) The Baseballs, Umbrella.
Tedeschi. Fanno rockabilly. Riprendendo i classici moderni. E...uhmm...sì. Questa è proprio quella di Rhianna

15) Shane MacGowan & Friends, I put a spell on you.
Beh, cazzo avete da guardare?!? Al cuor non si comanda...

sabato 31 luglio 2010

!!!

Linko un articolo molto interessante sull'influenza delle lingue sulle culture...QUI

mercoledì 28 luglio 2010

Passaggio di consegne

L'anno scorso all'Hard Rock Calling ad Hyde Park, i Gaslight Anthem hanno invitato sul palco il loro padrino Bruce Springsteen.
Insieme hanno brutalizzato The 59 sound.
E' stato come assistere ad un ideale passaggio di consegne tra chi ha fatto la storia del rocchenroll degli ultimi lustri e chi, con ogni probabilità, la farà.
In comune la provenienza da quel non -luogo che è il New Jersey.

mercoledì 21 luglio 2010

Preoccupazioni

Dunque l'altro giorno vado in Provincia, con la madre del ragazzino che seguo ed il ragazzino stesso.
Bisogna fare la richiesta di rinnovo di assistenza alla comunicazione, ma alla signora manca un modulo ISEE che attesta i redditi e per rifarlo (è scaduto tipo due giorni prima) ha bisogno della presenza della sorella che in questo momento si trova oltreoceano e tornerà a fine agosto.
Il termine della richiesta è venerdì prossimo.
Chiediamo all'assistente sociale cosa possiamo fare. Lei dice che si può solo far firmare un modulo al richiedente in cui dichiara di accettare il contributo minimo per l'assistenza e si impegna a fornire quanto prima il nuovo modulo ISEE.
Dò un'occhiata al contributo minimo: equivale ad un terzo del mio già magro salario.
"Scusi" chiedo "Ma io dovrei lavorare un mese (speriamo uno solo!) per questa cifra?"
"La famiglia può integrare, ma si deve accordare lei".
La madre fa il sorriso di chi non ha capito o fa finta di non capire. Non posso darle torto in fondo, lavora per sè e per il figlio, fa la donna delle pulizie, è extracomunitaria, sta in affitto in un posto che deve essere orrendo in una periferia dove la gente ha le finestre che danno sul cavalcavia della circonvallazione.
L'assistente sociale non batte ciglio.

Questo è il mondo in cui si dibatte la mia categoria, pagata con un contributo Provinciale, il resto al vostro buon cuore. Magari se mendico ai semafori tiro su qualche euro in più.
E se da una parte mi sembra assurdo aspettarsi da questa donna un'integrazione economica (con che faccia gliela chiedo?), dall'altra mi sento rabbiosa perchè ho sempre fatto più, molto più del mio dovere per suo figlio e devo mangiare pure io, potrebbe pensarci da sola.
Ho fatto un conto. La mia retribuzione fino ad adesso ha coperto 25 ore la settimana, questa cifra ne copre 31 al mese.

Ma sentite questa. Pare che tra le nuove regole sulla mia categoria ci sia anche quella che stabilisce che dopo il 26mo anno d'età, a meno che non faccia l'università il sordo non ha più diritto al contributo per avere un'assistente alla comunicazione. Una regola assurda, considerate le difficoltà scolastiche dei sordi e l'arrivo di giovani sordi, alfabetizzati e molto in gamba dall'estero. Conosco un ragazzo dello Sri Lanka di 25 anni, che vorrebbe prendere un diploma, ma come farà senza assistente alla comunicazione? Non se la può certo pagare.
Tenete presente poi che molti di questi giovani hanno già fatto le superiori nel loro paese, ma il diploma non è riconosciuto qui e così sono costretti a rimettersi a studiare per ottenere ciò che già hanno. Ma così non possono farlo. Questo è anticostituzionale e viola il diritto allo studio.

Tutto ciò mentre il Comune inonda le biblioteche pubbliche di fascicoloni a colori sul bilancio sociale dell'assessorato a famiglia, scuola e politiche sociali. Ammassi di fotografie esaltanti e quattro pagine di dati concreti che potevano essere restituiti senza spendere tanto, dato che di questi libretti il 95 percento andrà al macero. Questo per far cassa in vista delle prossime elezioni, convincerci che ci pensano loro alle nostre necessità, ad aiutarci. La crisi c'è solo per noi, la campagna elettorale ne è esente.
Sono preoccupata, preoccupata...



martedì 20 luglio 2010

Citami quello (pro)

-Scegli. Testa o croce?
-Ma lo capisci che non è la moneta a decidere? Che sei tu a decidere?
-Io e la moneta siamo arrivati allo stesso punto.

Vaticano Pedofilo: Tragedia più tempo

Era inevitabile che succedesse...Guardate il video

Citami quello

Hihi, vediamo quanti indovinano...

1) Mi avrebbe offeso di meno se avesse ucciso mia madre.
2) La vita, già di per sé noiosa e ripetitiva, diventa in mancanza di fantasia uno spettacolo mortale.
3) Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età, razze e religioni: è la setta degli insonni, io ne faccio parte da dieci anni. Gli uomini non aderenti alla setta a volte dicono a quelli che ne fanno parte: 'se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tv, studiare o fare qualsiasi altra cosa'. Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni. Il motivo è molto semplice; chi soffre d'insonnia ha un'unica ossessione: addormentarsi.
4) La sfortuna non esiste. È un invenzione dei falliti... e dei poveri.
5) Forse sedermi a questo bancone è la cosa più pericolosa che ho fatto in tutta la mia vita.
6) Quando si è stati amici una volta, lo si è per tutta la vita.

lunedì 19 luglio 2010

Citami questo! / 2

Altro giro. Direi che stavolta i cinefili devono farcela entro l'indizio numero 3.

1) La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c'è scampo: sono nato per essere solo.

2) Adesso devo rimettermi in forma, stare seduto tutto il giorno mi ha fatto diventare flaccido, i muscoli sono spariti da oggi in poi cinquanta flessioni tutte le mattine, cinquanta flessioni niente più tranquillanti niente più cibo cattivo lontano dai nemici del mio corpo d'ora in poi la mia vita sarà riorganizzata tutti i muscoli dovranno essere tesi.

3) - Insomma, qual è il tuo problema?
- Passo la notte in bianco
- E vatti a vedere i film porno
- C'ho provato, ma è lo stesso
- E allora che fai la notte?
- Vado in giro fino al mattino in metropolitana. Allora ho pensato, se è così è meglio che mi faccia pagare.

4) Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre.

5) Ogni volta che riporto la macchina in garage devo ripulire i sedili, sono sempre impiastrati. Certe volte c'è anche del sangue

6)- Ma dove va?
- Me ne vado a casa.
- Perché?
- Non so perché ci sono venuta. A me non piacciono questi film.
- Ah, guardi che io, io non lo sapevo che lei la pensava così per questi film. Io poi non m'intendo di film, se l'avessi saputo...
- E questi sono gli unici film che lei va a vedere?
- Sì, io ci vengo qui, mi pare che, non sono mica male...
- Portarmi in un posto simile significa non avere il minimo rispetto per me.
- ...Ah, allora andiamo in qualche altro posto, ci sono tanti cinema dove andare, io, io non me ne intendo ma posso portarla in un altro posto, dove vuole.
- Siamo troppo diversi.

7) State a sentire stronzi figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza e non ho intenzione di... State a sentire stronzi, figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto troppa pazienza con voi sfruttatori, ladri, drogati, assassini, vigliacchi. Ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di... sei morto!

8) - È lei Matthew? Cerco compagnia.
- Sergente, le giuro che non sto facendo niente, sto, sto soltanto aspettando un amico. Ma perché mi vuole portare dentro?
- Non sono un poliziotto.
- Allora perché m'ha detto che cerca compagnia?
- ...M'ha mandato quella ragazza lì.
- Ah, ma non è che, non è che ha una 38 dentro quegli stivaletti?
- Una 38? No, no no. Sono pulito.
- Ah, allora sei davvero un cowboy?
- Sì.
- Ah, meglio così, molto meglio, si sì. Preferisco. 15 dollari 15 minuti, 25 dollari mezz'ora, va bene?
- Ma va.
- Cowboy, eh? Una volta anch'io avevo un cavallo, a Coney Island. È stato investito da un tram. Senti, prendere o lasciare. Se vuoi fare economia è meglio che non ci vai proprio. Perché se ci vai poi torni qui tutte le sere; ha 13 anni, tu non l'hai mai vista una passera come quella. Ci puoi fare quello che vuoi con quella, puoi venirle addosso, puoi fare davanti, puoi fare di dietro, tutto quello che vuoi insomma. Te lo fa diventare in un modo che te lo senti scoppiare.

9) Solo adesso mi accorgo quanto lei assomigli a tutti gli altri. Fredda e insensibile. Ce n'è tanta di gente così, specialmente le donne. Sono tutte uguali

10) Ah si certo, ah ah... Vaffanculo figlio di puttana, ti ho visto arrivare sai, pezzo di merda, avanti, avanti su, io non mi muovo, non mi muovo dai, prova a muoverti tu, e muoviti... Non ci provare stronzo. Ma dici a me? Ma dici a me? ... Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di', ma con chi credi di parlare tu? Ah si è e, va bene...