sabato 30 ottobre 2010

Salve salvino, caro vicino!


Ora mi sono un pò calmata ed alla rabbia è subentrato un sentimento di odio sordo e pronto alla futura vendetta.
Torniamo a martedì scorso. La mefitica tutor (alla quale fischieranno le orecchie, spero) della mia classe mi dice che lei e la preside vogliono parlarmi. Ahi ahi, di solito questo significa grane. Ma dato che non mi sembra di essermi divertita troppo a scuola ultimamente, pateticamente mi auguro che mi si voglia informare rispetto al programma personalizzato per il mio ragazzino (che a quasi novembre non m'è ancora stato comunicato) ma so che è un'illusione.
Certo però, che non mi aspettavo quanto segue.

Ci sediamo in un'aula gelida e la tutor mi contesta una battuta di spirito che ho fatto durante la lezione d'Italiano del venerdì precedente. Forse un'Assistente alla Comunicazione non dovrebbe fare battute, ma tenete presente quanto segue:
- conosco l'insegnate ed i ragazzi da 3 anni, io conosco loro e loro conoscono me;
-era venerdì, all'ultima ora, dopo una settimana di lavoro;
-sto in classe tutte le ore di tutti i giorni, con un rapporto uno ad uno che a volte risulta soffocante, subendo il casino atroce che fanno i ragazzini e cercando di lavorare nel medesimo casino.
Detto tutto ciò veniamo alla battuta incriminata.
Nel baccano della classe la professoressa cerca d'iniziare il discorso su "ognuno ha un'abilità": l'assoluta indifferenza accoglie quest'affermazione e si aggiungono osservazioni, battute etc. Il solito. Cercando di spezzare questo rito ormai consueto dico "Anche G. (uno dei ragazzi) ha un'abilità, è bravissimo a rollare".
Apriti cielo. Quella parola "rollare" mi fa mettere in croce.
Signori, sappiate che in una scuola di CL dire rollare è un pò come dire sodomia.

Faccio osservare due cose alle giudici che cominciano a ricordarmi due convitate del KKK, primo che si possono rollare sigarette, non solo canne ("La perversione sta negli occhi di chi guarda" O.Wilde), secondo che una parola del genere, in un posto del genere non fa nessun effetto.
Invece no signori, in una scuola frequentata da ragazzi problematici, a volte con precedenti e denunce, in una scuola dove c'è gente che si cala pasticche o si fa chilum prima di entrare è abbastanza evidente (chi sta sempre in classe nota i cambiamenti di carattere dei ragazzi) la parola rollare è bandita.
Penso alla canzone di Elio "Storia di un bellimbusto" e mi chiedo cosa sarebbe successo se l'insegnante m'avesse udito pronunciare il verbo "pippare". Mi avrebbero appeso per i piedi.

La cosa che mi fa imbestialire è che con questa persona ho lavorato tre anni, intrattenendo fin qui buoni rapporti. E lei non solo non è venuta a parlare subito con me per una cosa che si sarebbe risolta tranquillamente tra di noi (anche perchè non era poi così grave), neanche ha avuto il coraggio di essere presente alla "riunione" con la scusa delle lezioni e (ancora peggio) era stata in classe con me per ben due ore in quella mattina che si sarebbe conclusa con il cazziatone. Ha fatto finta di niente.

Ora, con i giorni che passano, mi sto rendendo conto di quanto la situazione sia paradossale, in un paese in cui i politici -gli stessi che mantengono il potere di queste sette e gli passano la grana per tenere aperte strutture scolastiche che tolgono lavoro alle scuole pubbliche- hanno amici spacciatori che gli portano a casa coca e fica (oddio, ho detto coca e fica!), magari minorenne, un'educatrice viene messa in croce per aver detto la parola ROLLARE!!!!!!
E mi rendo conto anche di un'altra cosa, che questi figuri che gestiscono il presente e purtroppo il futuro di questi ragazzi sono come Ned Flanders dei Simpsons e cercano di creare un mondo ai loro ordini e che finisca tutte le parole in ino ed ina, dove tutti sorridono beatamente mentre ti infilano un coltello coltellino tra le scapole scapoline.

Vaffanculo vaffanculino.

PS Ho anche pensato che l'insegnante potrebbe effettivamente aver riferito come uno scherzo la mia frase e la tutor (che mi odia perchè oltre ad essere più bella ed intelligente di lei sono anche più in gamba e più amata dai ragazzi) ne abbia montato un caso per ferirmi.
Alla fine non possono fare altro che questo. Ferirmi, o isolarmi dagli insegnanti (tutto il sistema di usare il tutor come referente ha il preciso scopo di dividere ed imperare, se lo chiedete a me) perchè non mi possono licenziare, non mi pagano loro... Se dovessi scoprire una cosa del genere forse dovrei rivolgermi direttamente al capo supremo, anche perchè intendiamoci, non è mica la prima che mi fa (e voi lettori lo sapete bene). E lei non è esattamente una professionista senza macchia...

giovedì 28 ottobre 2010

Frammenti di conversazione adolescenziale

Sull'autobus, un gruppo di ragazzini. Borbottano qualcosa poi uno dice:
-Eh, quella aveva un culetto...
Borbottìo del gruppo, risate e approvazione.
-Ma io- riprende il ragazzo -l'ultimo giorno di scuola gliel'ho detto: "Prof, lei ha davvero un bel culo".

giovedì 21 ottobre 2010

Non voglio più sentire

Sono andati oltre, veramente oltre la (mia) sopportazione. Vorrei non sentire più parlare dell'adolescente uccisa in famiglia, vorrei non vedere più le sue foto sui giornali, non voglio neanche sapere la verità. Non m'importa davvero di conoscerla, perchè è stato detto veramente di tutto e inventato di tutto e ogni giorno c'è una novità, smentita il giorno dopo. I giornali e la televisione stanno nuovamente pasteggiando su un cadavere, un cadavere di bambina. Ormai tutto l'orrore possibile ce lo hanno servito, direi che può bastare così, almeno per me.

sabato 16 ottobre 2010

Tutor (scolastica di centro di formazione professionale)- frammento

Si aggirano come vergini suicide nei corridoi affollati di mostruosi ragazzotti in tuta col cappuccio sulla testa che si saltano addosso, fumano, ridono rumorosamente.
Sono fragili e terrorizzate, sono l'esatto contrario di quegli ammassi di muscoli, ormoni, forza grezza e brutale, pura energia fisica.
Sono tutor, laureate, educate, pettinate, vestite con gusto e misura. Cercano di colmarsi di buoni sentimenti alla vista di quegli energumeni che vengono dai quartieri più infami della città, da famiglie atomizzate, richiamano disperatamente la memoria di tutte le nozioni pedagogiche: sono loro che devono domare quella forza, quell'energia, quella confusione con le regole e i diplomi universitari ed il rigore. Ma hanno paura. Può volare un pugno, può farsi male qualcuno, può esserci del sangue. Dio, fa che non mi ci trovi in mezzo, pensano mentre camminano con i registri in mano tra due ali di allevi, le loro forche caudine.
Era meglio lavorare in un ufficio, era meglio se la raccomandazione gliela trovavano per lavorare in banca, al caldo, al sicuro, dove il massimo che può succederti è tagliarti con un foglio di carta.
Ci sono anche delle ragazze, ma quelle le terrorizzano anche più dei maschi, con quelle assurde pettinature cotonate, il trucco pesante e quegli abiti così poco femminili -tute come i ragazzi- o troppo femminili, troppo attillati, troppo scollati, in ogni caso troppo.
Troppo, troppo, tutto troppo per i loro nervi scoperti di vergini vogliose o frigide, immerse in questo perpetuo movimento d'ormoni. Vogliono attrarre e respingere allo stesso tempo: essere ammirate lasciando capire che no, loro non la daranno mai ad uno di quei rozzi adolescenti, anche se forse...

venerdì 8 ottobre 2010

Don't look back

Io ed il mio fidanzato stiamo insieme da quasi undici anni. Lui è parecchio più grande di me e devo essere sincera, la cosa non mi ha mai pesato e pensavo che la differenza d'età non sarebbe mai stata un problema.
MI SBAGLIAVO.
Perchè lui, che ha una vita prima di quella con me, che guardacaso coincide pressapoco con quella che sto vivendo adesso con lui, beh, tende ad essere un tantino legato ai ricordi.
E mi sono resa conto che questi ricordi stanno diventando un pò ingombranti. Va bene la riunione dei pensionati al bar tutti i martedì, a rimembrare un glorioso passato di sbornie e scazzottate e rock and roll. Va già meno bene girare per il mondo e scoprire che lui ha già visto tutto e lo vede con una lente distorta di 30/40 anni.
A volte parla al presente e fa finta di sorprendersi nel vedere che in quel lasso di tempo le condizioni di un paesaggio sono radicalmente mutate, oppure parla con amici di luoghi che ha visitato negli anni settanta o ottanta come se fosse stato là ieri. Penso con terrore a nostri amici attirati dalle sue chiacchiere che vanno a visitare un posto e lo trovano totalmente cambiato rispetto ai suoi racconti.

Ultimamente è scoppiata la DiaMania: sono comparsi degli scanner che permettono di trasferire direttamente sul computer le vecchie diapositive. E lui di diapositive ne ha una vagonata.
Prese in Grecia, Jugoslavia, Algeria, Tunisia, Turchia, Messico, etc. etc. etc.
Così da ormai due settimane passa il tempo fra il computer e lo scanner, riempie il lettore di diapositive, lo inserisce nello scanner, scanna, mette la chiavetta nel computer, ecco va bene, no non va bene, rifai tutto.
Il che non sarebbe un male, solo che poi, mentre io mi sto disperando per consegnare dei disegni entro tempo massimo, o mi struggo per la mia iscrizione all'università, lui arriva col portatile e comincia a mostrarmi la sua opera.
Personalmente detesto la visione delle foto e dei filmini delle vacanze altrui, normalmente sono dozzinali e fatte male. Queste sono belle, immortalano posti magnifci, ma è un pò lo stesso.
Almeno si organizzasse una serata di visione unica...invece è uno stillicidio, un continuo richiamo a guardare particolari e raccontare di ferie che non avendole vissute, non possono interessarmi moltissimo.

La parte peggiore però è rendersi conto che quello è stato il periodo degli entusiasmi e che il mio fidanzato l'ha già vissuto, con qualcun' altra. E ti senti irrimediabilmente in ritardo, tagliata fuori da una vita che non hai condiviso con lui e che se resti con lui forse non vivrai mai. Ti viene il sospetto che forse sono quelli gli anni in cui realmente si entra nel cuore della persona con cui si sta, quelli dei progetti, delle scoperte e dopo forse è tutto un enorme rimpianto e chi arriva a quel punto non riesce mai veramente a capire ed a farsi capire fino in fondo.
Chissà se le cose sarebbero state diverse se anche io fossi stata in quelle diapositive, se le incomprensioni sarebbero state minime o saremmo riusciti a venirne a capo più facilmente. Chissà se avremmo vissuto diversamente.

mercoledì 6 ottobre 2010

Quello che non c'è

Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello
che non c'è


Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è


Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è


Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è


Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

(Qui il video ufficiale)

lunedì 4 ottobre 2010

Song of the Day

Quando pensi che un disco del Teatro degli Orrori ti abbia detto tutto, ecco che...


Che cosa c'è di strano
non c'è niente da ridere
all'anima fa bene un po' di nostalgia
l'amore è come un ladro
ch'è stato derubato
non te ne sei accorto
e adesso che ci siamo, tu
già te ne vai via
è forse per questo che
non ho ancora imparato a dirti
tu per me sei importante
anche se non ci sei
ecco perché
ho ancora un sentimento dentro
che non mi fa morire
ma neanche vivere

sabato 2 ottobre 2010

Acqua di Lourdes


Ieri, lezione di oreficeria:

R.(18 anni, ragazza)-Prof, mi hanno regalato una bottiglietta d'acqua di Lourdes e mi hanno detto di metterne un pò nell'acqua quando la bevo.

Prof-Lourdes è un mistero. Pensa che ci si immergono persone malate e queste malattie non si
attaccano ad altri...Però non credo che sia il caso di berla.

E.(18 anni, ragazzo, improvvisamente sveglio)- Che acqua è prof? Me lo dice, così non la compro più?