mercoledì 30 dicembre 2009

Monemonemoney!!!


Oggi sono stata in banca per chiudere il mio conto da dipendente ed aprirne un altro. Nel tentativo di farmi avere dei vantaggi, il mio fidanzato (impiegato nella stessa banca) ha chiesto se esisteva qualche facilitazione per i parenti dei dipendenti. Cerca cerca, dopo 10 minuti salta fuori che un conto del genere c'è, diretto a mamme, figli, nonne, zie e sorpresasorpresa conviventi. Essì! I PAX esistono già in banca, come la società multietnica tollerante ed egualitaria. All'insegna del motto di Vespasiano "Pecunia non olet"!!!
Viva.

sabato 26 dicembre 2009

Gruppo dell'anno!!!

Secondo il mio incompleto e personalissimo giudizio. Di solito non faccio questo genere di classifica, non mi capita mai, ma in questo scorcio finale del 2009 non riesco a trattenermi e devo fare ancora una volta, a costo di farmi mandare a quel paese da co-blogger e lettori, questo nome: Teatro degli Orrori!!!!!
Non ho mai seguito la musica italiana, detesto il mainstream melodico e trovo l'espressione rock affibiata ad un tipo come Vasco Rossi piuttosto risibile. Non mi sarei mai sognata di trovare un gruppo nostrano così aderente ai miei gusti ed ai miei desideri.
Il Teatro degli Orrori fa musica devastante, al calor bianco, urlata, che in un istante si trasforma in un sussurro. Non si tratta di semplice baccano, lo scopo non è assordare l'altrui orecchio. La potenza del suono è domata in canzoni che non seguono lo schema classico e sembrano seguire i testi esasperandoli: possono iniziare con una botta d'energia spaventosa e concludersi con una preghiera disperata ad un amante. Colpiscono, disorientano, commuovono. E colpiscono di nuovo.
La cosa che mi piace forse più di tutto sono proprio le liriche, perchè sono sincere, taglienti, perchè si sente che PierPaolo Capovilla dice la verità, su sè stesso e su quello che lo circonda. La frustrazione e la rabbia, la sensazione di disagio, i sentimenti ai quali non riesco a dare un nome, lui è riuscito a trovare le parole per esprimerli. Così bene che non riesco ad ascoltare altro, che non riesco a togliermi dalla testa certe frasi che mi ripeto in continuazione, anche mentre dormo, a volte. E' proprio questo modo di scrivere ad avermi conquistata. Perchè le cose si possono dire in un sacco di modi, ma quello del Teatro degli Orrori è il più forte, limpido, poetico senza essere "studiato" ed inutilmente intellettuale, spontaneo senza diventare insulto gratuito.
Ecco ragazzi, è per questo che sono il MIO gruppo dell'anno!

venerdì 18 dicembre 2009

Persepolis-Il film


Per la serie "Sempre i primi ad arrivare ultimi", qualche sera fa a casa di Ciccio ci siamo guardati il film a cartoni animati tratto dal fumetto di Marjane Satrapi, disegnatrice iraniana ormai conosciuta in tutto il mondo grazie a quest'opera autobiografica. Attraverso le proprie vicende personali ella racconta non solo la propria giovinezza ma anche la storia dell'Iran dalla deposizione dello scià negli anni 80. Nata in una famiglia borghese, abituata ad un ambiente colto, Marjane s'interessò fin da bambina alla politica, seguendo i racconti dello zio (prima pigioniero politico sotto il regime dello scià e successivamente ucciso dai rivoluzionari) e formandosi idee autonome senza farsi influenzare dall'indottrinamento operato nelle scuole.
Tanta libertà d'opinione rischiava però di farle correre guai seri coi guardiani della rivoluzione ed i genitori furono costretti a farla espatriare con la scusa dello studio. Una prima volta a Vienna e poi a Parigi, in pianta stabile. La storia di Marjane Satrapi è veramente sorprendente e dolorosa, sia per le vicende interne del suo paese, sia per le scelte e le avventure non sempre piacevoli che le sono toccate, non ultima la depressione, i sensi di colpa, il distacco dagli affetti familiari.
Il disegno animato è un mezzo che contribuisce ad alleggerire il peso di avvenimenti tanto drammatici e mentre guardavo il film mi sono detta che un lungometraggio con attori sarebbe probabilmente stato insostenibile, oltrechè difficilissimo da far funzionare a dovere. E pure le vicende politiche iraniane, che mi sono sempre parse abbastanza oscure, vengono illustrate con chiarezza.
La cultura orientale della disegnatrice è ben presente nello stile dei disegni e il bianco e nero la fa da padrone, aggiungendo fascino, poesia ed efficacia alle immagini.
Rimane una sensazione di rabbia e di amarezza, in questo racconto che non ha un lieto fine, ma che si chiude come un capitolo di un libro, non definitivamente, allundendo ad una lotta politica ancora aperta e ad una vita appena cominciata. Se siete donne percepirete ancora più forte questa sensazione.

giovedì 10 dicembre 2009

Mani Strapulite!


La scorsa settimana ero sul tram e ad una fermata ho assistito alla seguente scena: sul marciapiede vedo un gruppo di controllori ATM (non girano mai in meno 4) che circondano insieme a due poliziotti un ragazzo (straniero) evidentemente trovato senza biglietto. Posso immaginare che l'uomo non abbia voluto o potuto pagare la multa, e/o si sia rifiutato di mostrare il proprio documento d'identità.
Già il fatto che una pattuglia della polizia venga scomodata per una multa dai tipi dell'ATM mi pare discutibile.
La cosa che però mi ha veramente schifata è stato il gesto dei controllori: appena il ragazzo è stato preso in consegna dai poliziotti, uno di loro ha tirato fuori una bottiglietta di gel antisettico così di moda e ne ha offerto ai colleghi. Un gesto così simbolico, il lavarsi le mani, che fa venire in mente il vangelo, ma dà anche un'idea del ribrezzo di costoro, di tutti noi verso gli altri chiunque essi siano, della paura di un contagio, di un contatto con l'estraneo, che ci può infettare...Ci stiamo chiudendo in una bolla antisettica, sicura e inattaccabile ma completamente scollata dalla realtà. Siamo sempre più soli, terrorizzati da quello che ci può succedere (ma cosa poi, può succederci?) se concediamo anche solo una stretta di mano al prossimo. Non sono cazzate, succede, succede attorno a noi, a noi, che c'illudiamo di distruggere i batteri (i quali saranno lì quando la razza umana si sarà da lungo tempo estinta) e di vivere in un mondo dal candore abbacinante e perfettamente sterilizzato da rapporti indesiderati e germi indesiderati. E anche se sono una grande fan del sapone non posso fare a meno di pensare: che tristezza.
Nella foto...Howard Hughes. E chi ha capito...

mercoledì 9 dicembre 2009

La carbonara e l'errebì


Se esistono classifiche di musica "contestualizzata", adatta cioè a ciò che stai facendo in un preciso momento, io ho un abbinamento sicuro sicuro.

La black music e la cucina.

Per black music intendo l'errebì, il soul, classici o moderni, anche commerciali. Quelle canzoni (quasi sempre d'amore) ad alto tasso di zuccheri, in genere interpretate da uomini, si sposano efficacemente ad all'arte culinaria anche di base.

Io stasera sto preparando una carbonara e mi accompagna una raccolta di Luther Vandross pompata sullo stereo. Urletti, cori, smoothness, mmm...understandment...yes it is baby.

La pancetta sfrigola meglio nel burro, gli spaghetti si gettano allegri nell'acqua bollente, l'aglio non impuzzolisce le dita, il tempo di cottura è perfetto, manco si sporca la cucina.

Provate anche voi, funziona!

giovedì 3 dicembre 2009

A perfect (Fart) day

Grande successo della prima edizione del Fart Day! Ve ne siete accorti? Qui a Milano l'adesione è stata notevole, migliaia di persone hanno detto la loro sull'attuale situazione mondiale. Supermercati, mezzi pubblici, scuole invasi dal pacifico e mefitico puzzo della protesta! Qualcuno si è lagnato, ha detto che questo sistema di espressione personale rischia di essere letale per il suo stesso espressore. Ma per portare avanti le proprie idee ci vuole coraggio e a volte la maschera antigas. D'altronde anche Montanelli ha parlato di turarsi il naso, anni fa!
Dunque viva il Fart Day, al prossimo anno!

martedì 1 dicembre 2009

Canzone del giorno

Joe Jackson "Be my number two" da "Body and Soul"

Won't you be my number two
Me and number one are through
There won't be too much to do
Just smile when I feel blue
And there's not much left of me
What you get is what you see
Is it worth the energy
I leave it up to you
And if you got something to say to me
Don't try to play your funny ways on me
I know that it's really not fair of me
But my heart's seen too much action
And every time I look at you
You'll be who
I want you to
And I'll do what I can do
To make a dream or two come true
If you'll be my
If you be my number two