lunedì 16 marzo 2009

Una C60: introduzione ragionata


Perchè una volta c'erano le cassette. Io usavo TDK al cromo da 60 o al massimo da 74, giacchè quelle da 90 affaticavano troppo le bobine dell'autoradio o fiaccavano precocemente le batterie del walkmen.

Credo sia stato un percorso naturale per tutti i musicofili, subliminato poi dalla bibbia Alta Fedeltà (il libro): appena accumulato un numero minimo di vinili, si partiva a creare. Le prime compilazioni erano le migliori, le più studiate. Estrema cura alla fine di un pezzo e a come cominciava quello a seguire. Due-tre pezzi tirati e poi un lento. La mia parola d'ordine, da un certo momento in poi è sempre stata diversificare. Col passare del tempo sempre meno cassette monografiche (quella classica era a tema heavy metal), e sempre più commistioni tra generi. Una pratica pericolosa, ma prodiga di grandi soddisfazioni se fatta con dovizia.

Con il p2p è venuto meno il romanticismo dietro alla compilation, l'esclusività della produzione (ancora oggi ricordo con innocenza la mia reazione sbigottita di fronte a chi mi spiegava che l'emmepitre non era un supporto reale - tipo vinile, ciddì o floppy, come pensavo io - ma un file. Cazzo. Un file. Cioè niente. ), il nome delle raccolte si è fatto più trendy (playlist) e sono nate diverse riviste che campano compilandone a pacchi e dandole in pasto ai lettori. Senza sforzo e senza sentimento.

Comunque non ho mai smesso di preparare raccoltone. Certo, oramai rappresentano quasi esclusivamente uno sfogo onanista, le compilo cioè molto spesso per uso personale.

Una volta dire ad una persona dell'altro sesso: "ti preparo una cassetta?", era una domanda densa di significati, una speranza che cercava una breccia, uno squarcio che apriva una panoramica sulle proprie passioni, un mostrarsi senza inibizioni. E che errore epocale commettevano quelli che sputtanavano la loro chance con una prevedibile C90 tutta di lenti ! Era come cercare di infilare la mano in mezzo alle cosce di una ragazza al primo secondo del primo appuntamento...

La compilazione di una cassetta è un'arte nobile. Innocente come può esserlo il massaggio ai piedi della moglie di Marcelus Wallace in Pulp Fiction, insomma, se ne prepari una è perchè quantomeno tieni al destinatario della tua ispirazione. Sempre in Alta Fedeltà, quando la donna del protagonista lo vede seduto a terra tra i dischi sparpagliati, intento a mettere in sequenza i titoli delle canzoni su di un foglio di carta, nella preview di quello che sarà la sua compilation, e successivamente scopre che sta preparando la cassetta per un'altra donna si offende a morte. Giustamente. Perchè lei sa. Perchè prima lui le preparava per lei e adesso da un pezzo non lo fa più. E' di quanto di più simile ad un tradimento, se perpetrato da parte di un music victim.

Ecco, tutta questa elucubrazione mentale da dinosauro mi serve da premessa per le compilazioni musicali che da qui in avanti cercherò di postare con regolarità. Titolo dei post sarà: Una C60.

Accendete i vostri audiotape, rispolverate i walkmen, prendete la macchina del babbo, che di certo ha ancora l'autoradio a cassette. Si va a cominciare.

2 commenti:

Gemelle a rotelle ha detto...

Bellooooo!
Beh, è tutto vero, forse un pò di poesia per noi s'è persa, ma in fondo contano i contenuti.
Comunque ora e siempre vinile!:-)

Filo ha detto...

Stessi sentimenti, stessi pensieri.
Non posso che concordare su tutto e applaudire a questo post.
FIlippo.