venerdì 12 dicembre 2008

Muzik non stop


Quando qualche giorno fa un mio amico ha scoperto che da molto tempo non ascoltavo più musica durante gli spostamenti sui mezzi pubblici è trasecolato: lui è un tossicodipendente musicale, bisogna ammetterlo.
Però, mi son messa a pensare: come mai un'abitudine consolidata attraverso l'adolescenza, sui treni per andare e tornare da scuola, sui metrò per incontrare gli amici, si è interrotta, e per così tanto tempo(5 anni)?
Mah, fatemici pensare. In primo luogo avevo appena lasciato una persona alla quale volevo molto bene, che amava molto il rock e con cui si parlava spesso di musica, avevamo anche dei gusti in comune...Dunque avevo bisogno di allontanarmi da quei suoni...Oltretutto l'isolamento e la suggestione della musica mi portano spesso a vivere delle storie tutte mie e a sprofondare in pensieri più o meno cupi...meglio di no in certe circostanze.
Poi, avevo da poco (ma già troppo) un nuovo lavoro e una casa in una nuova città. Forse senza accorgermene volevo impossessarmi anche dei suoi suoni: ho scoperto il gusto di ascoltare le conversazioni altrui e farmi delle storie sui brandelli di discussioni o racconti personali. E' una delle mie attività da ATM preferite, insieme a spiare i titoli dei libri che leggono gli altri passeggeri.
Ma era anche un modo per entrare a far parte della vita. Non che sia particolarmente eccitante la mattina, aggirarsi per le carrozze del metrò carico di gente insonnolita, ma può essere divertente e istruttivo, scoprire un personaggio. E a volte non ce la fai proprio ad isolarti completamente, a volte hai bisogno di sentirti accomunato agli altri, foss'anche da un percorso urbano di poche fermate.

Col tempo si sono aggiunti altri fattori, come la comparsa dell'MP3, un aggeggio che ormai chiunque sfoggia con truzza disinvoltura, ma che sembra spesso un oggetto che "lo uso perchè ce l'ho, perchè fa figo averlo" e a giudicare dalle musiche che mi capita di sentire, sono bit sprecati.
Senza contare l'effetto "Mondo Nuovo" o "Grande Fratello", di controllo delle menti che dà vedere tante persone che ascoltano le loro cuffiette con aria assente, o i ragazzini che addirittura parlano con un auricolare sempre infilato nell'orecchio.
Snobismo da parte mia o impressionabilità, ho mollato anche per quello.

Infine ho sempre più bisogno di silenzio, a casa, fuori casa...a volte la musica può essere di troppo, e forse non è un caso che in questi anni i libri siano diventati una passione sempre più forte e non esca mai senza almeno un tascabile a farmi da talismano nella jungla milanese. C'è troppo rumore intorno a noi, disturba il pensare.
In questi giorni comunque ho ricominciato ad ascoltare il mio ormai superato cd player, ingombrante, poco pratico...Vediamo fin dove arrivo...

2 commenti:

cosmic kid ha detto...

Beh, è una bella spiegazione.
Io mollo le cuffiette solo in caso di mal di testa
o se sono troppo carico (borsa, ombrello, etc)
altrimenti non rinuncio alla sua compagnia.
Quando non ascolto la musica,
pratico l'headphonespotting, cerco
cioè di capire, dalle note distorte
che escono dalle cuffie degli
altri, cosa stiano ascoltando.
Vuoi mettere?

Ms Rosewater ha detto...

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